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Июнь
2025

Ivrea, murales non autorizzati per coprire le brutture

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IVREA. Non è un “writer gentile”, e men che meno un imbrattatore particolarmente talentuoso. È un noto artista di murales innamorato di Ivrea, che stanco di vedere sgorbi e scarabocchi sfregiare i muri della sua città a un certo punto si è detto: «Basta, faccio un abusivo». Lui lo conoscono tutti. Galliano Gallo. E per abusivo intende un murale realizzato senza autorizzazione, pubblica o privata che sia a seconda del luogo.

Un murale d’autore con tanto di firma, frutto della sua libera iniziativa e teso a uno scopo nobile. Detto fatto. Luogo prescelto: via Bertinatti, sopra le ante di un gabbiotto per le utenze dove ora infatti compare un uccellino geometrico su sfondo blu tenue. “Ario”, si chiama. E poi la firma dell’autore, altrettanto inconfondibile. La differenza, rispetto a prima, è lì da vedere.

«Ho iniziato ad abbellire punti critici in Ivrea con piccole opere abusive ma senza "dolo" e non finanziate, sperando che altri street artist mi seguano. Non si sa mai. Questa prima si trova in via Bertinatti, la prossima sarà in piazza Fillak, dove c'è una porta oscena tutta pasticciata». Un poco alla volta, un passo dopo l’altro, e forse, contro gli atti vandalici a mezzo vernice, «riusciremo a fare qualcosa».

Galliano non è firma nuova sui muri di Ivrea (per altro professionalmente si afferma in Olivetti). Sue le silhouette seppiate nella piazza Guarnotta riqualificata un paio di anni fa in collaborazione con i residenti. Suoi vari murales all’interno e all’esterno delle scuole (gli ultimi sono in corso a Banchette), in fase di realizzazione un altro gigantesco nel carcere di Ivrea. Ancora suoi altri progetti con gli utenti dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, come l’intervento sulle scale di piazza Primo maggio, a Bellavista, messo a punto nel 2020 nel contesto del Festival dell’architettura. Uno profondamente convinto che l’arte urbana richiami bellezza, o almeno mitighi le aberrazioni grazie a una funzione sociale.

«Io faccio quadri, però chi ti compra il quadro, se lo mette in casa e se lo gode lui o gli amici. In città, se tu fai un murale, ne ha beneficio la gente, è come avere una galleria a cielo aperto. Tutt’altra cosa».




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