Dieselgate, raggiunto l’accordo arrivano i rimborsi a 50 pavesi
Donatella Zorzetto / PAVIA
Dalla casa automobilistica Volkswagen otterranno il pagamento di 550 o 1.100 euro, questo a conclusione di una vicenda giudiziaria durata nove anni. Sono 50 i pavesi che, assistiti da Federconsumatori, hanno aderito alla class action sul caso Dieselgate, contro il gruppo Volkswagen, che ha coinvolto 60 automobilisti italiani, azione promossa da Altroconsumo nel 2015. Caso che si è trasformato in una vicenda giudiziaria durata fino ad oggi. Con l’accordo, Volkswagen si è impegnata a versare 50 milioni di euro a favore dei consumatori coinvolti.
Il caso Dieselgate
Quando parliamo di Dieselgate ci riferiamo al caso che ha coinvolto il gruppo Volkswagen dal 2015, quando l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (Epa o Usepa) aveva notificato alla multinazionale tedesca un avviso di violazione del Clean Air Act, la legislazione degli Stati Uniti sulla qualità dell'aria. Da lì si è scoperta la falsificazione delle emissioni di auto diesel vendute, sia negli Stati Uniti, sia in Europa. In pratica, è risultato che la casa automobilistica aveva installato un software nelle sue auto diesel per aggirare i test sulle emissioni inquinanti. Il software in questione, che permetteva alle vetture di sembrare più ecologiche durante i test, non funzionava però in condizioni di guida normali, causando un'emissione di ossidi di azoto (NOx) molto superiore ai limiti consentiti.
Proprio per questo motivo l’antitrust aveva aperto un’istruttoria nei confronti di Volkswagen per pratica commerciale scorretta.
La diffida di Altroconsumo
Così, Altroconsumo prima aveva diffidato Volkswagen e poi, nel 2016, aveva avviato la class action per chiederne la condanna al pagamento a favore degli acquirenti in Italia di un veicolo del gruppo. In particolare ha chiesto la condanna del gruppo al pagamento a favore dei consumatori che avevano acquistato in Italia un veicolo Volkswagen equipaggiato con il motore diesel EA189 di un risarcimento «da liquidarsi in via equitativa di almeno il 15% del prezzo di acquisto del veicolo».
L’intervento del Garante
Le tappe della vicenda sono proseguite con l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del Mercato, nel 2016: ha sanzionato il Gruppo Volkswagen per 5 milioni di euro per manipolazione del software di controllo delle emissioni inquinanti.
La sentenza di primo grado ha riconosciuto il risarcimento dei danni da illecito antitrust e pratiche commerciali scorrette, incluso il risarcimento per il danno patrimoniale. Tuttavia, in secondo grado, la Corte d'Appello di Venezia ha ridotto il risarcimento, limitandolo al solo danno non patrimoniale (300 euro per aderente). Ora, con l’accordo raggiunto tra le parti, gli oltre 60 mila consumatori ammessi dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello possono aderire.
«Finalmente, dopo 9 anni è stato riconosciuto il danno che hanno subito i proprietari delle auto del gruppo Volkswagen - sottolinea Cristiano Maccabruni, presidente di Federconsumatori Pavia -. Lo sforzo dell’azione promossa da Altroconbsumo, a cui noi abbiamo aderito, ha portato a un buon risultato». —
