Sorpresa nel calcio, rinasce l’Ac Pavia col marchio storico e il tifo degli ultras
PAVIA. La notizia era nell’aria, ma la sorpresa resta: rinasce l’Ac Pavia calcio, grazie all’accordo tra l’associazione Sioux Pavia – storico gruppo ultras azzurro – e l’Athletic Pavia, club di Prima categoria (oltre alle varie formazioni giovanili). L’annuncio ufficiale è arrivato dagli stessi Sioux, che hanno votato in assemblea la proposta con un consenso quasi unanime: il 97,5% dei presenti si è detto favorevole alla nascita del nuovo soggetto sportivo.
I Sioux, va ricordato, si erano aggiudicati il marchio storico Ac Pavia all’asta indetta nel 2019 dal tribunale, col sostegno di numerosi tifosi e sostenitori. Dopo averne concesso temporaneamente l’utilizzo al Pavia calcio 1911, guidato dal presidente Giuseppe Nucera – fresco di promozione in serie D – un anno fa il gruppo del tifo organizzato ha revocato la concessione, facendo presagire gli attuali sviluppi.
Il nuovo Ac Pavia manterrà la sede e le strutture dell’Athletic Pavia in via Stafforini. «Dalla squadra in Prima categoria, al settore giovanile porteremo avanti il nome dell'Ac Pavia – ribadisce il direttore generale Goffredo Bevilacqua, tra i fondatori dell’Athletic nel 2013 –. Il nostro quartier generale resta qui: abbiamo un campo a undici omologato fino all’Eccellenza e per gli allenamenti un secondo campo a undici e altri a sette».
Ma l’obiettivo è giocare allo stadio Fortunati, cuore storico del tifo pavese: sarebbe, in quel caso, una coabitazione con il Pavia 1911. «I Sioux hanno vissuto tutta la loro storia al Fortunati, non sono certo io a doverlo ricordare – aggiunge Bevilacqua –. Una volta completati i passaggi amministrativi, ci presenteremo in Comune con il marchio storico per valutare la possibilità di giocare in via Alzaia».
Una necessità anche logistica, sottolinea il dirigente dell’Athletic. «Prevediamo che nella prossima stagione ci seguiranno un buon numero di tifosi, tanti che non frequentavano più lo stadio, sono certo che faranno il tifo per l'Ac Pavia – avverte Bevilacqua –. Se a questo aggiungiamo il fatto che l’impianto di via Stafforini ha una capienza di soli 200 posti, è ovvio che le gare di cartello, per ragioni di ordine pubblico, non si può pensare di disputarle lì. Servirà una struttura con una maggiore capienza».
La palla ora passa all’amministrazione comunale. Sarà possibile la coesistenza tra i due Pavia? —
Enrico Venni
