“Gli ultimi ghiacci” al museo Kosmos con la testimonianza di Luca Parmitano
PAVIA. Solo una settimana fa una massa di roccia e ghiaccio ha seppellito il villaggio alpino di Blatten, in Svizzera. I trecento abitanti e il bestiame erano stati allontanati per tempo perché quel milione e mezzo di metri cubi di ghiacciaio, poi precipitato, incombeva pericolosamente sulle loro teste. L’ennesimo campanello d’allarme, il grido di dolore di un pianeta troppo a lungo maltrattato.
Gli ultimi ghiacci è il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 6 giugno, alle 18:30, nell’aula Spallanzani del museo Kosmos (piazza Botta, Università di Pavia) che, per l’occasione, prolungherà l’apertura fino alle 23.
Nella sala delle esposizioni temporanee, fino al 31 agosto, è allestita la mostra I colori del buio, esplorando il pianeta sotterraneo, curata dall’associazione geografica La Venta, da oltre 30 anni impegnata in spedizioni e ricerche speleologiche in tutto il mondo.
L’associazione si dedica anche all’esplorazione dei ghiacciai e delle cavità che si formano al loro interno: dai ghiacciai alpini a quelli patagonici, dalla Groenlandia ai ghiacciai asiatici.
Di recente La Venta ha condotto un monitoraggio sul ghiacciaio del Gorner (Svizzera), a una cinquantina di chilometri in linea d’aria dal villaggio sommerso, rilevando cambiamenti preoccupanti. Venerdì ne parleranno Francesco Sauro (geologo e ricercatore dell’Università di Padova) e Alessio Romeo (geologo e glaciologo), organizzatori del progetto Inside the Glaciers.
Durante l’incontro sarà trasmesso un videomessaggio dell’astronauta Luca Parmitano che racconterà la sua esperienza proprio sul ghiacciaio del Gorner insieme all’associazione La Venta.
In due missioni Parmitano aveva fotografato il Gorner dalla Stazione spaziale internazionale. E nell’agosto del 2021 ci si era recato, insieme a Francesco Sauro, percorrendolo per cinque giorni in tutta la sua lunghezza, tra il Monte Rosa e il Cervino, e anche esplorando le grotte che si creano sotto il ghiaccio. A distanza di quasi quattro anni quelle grotte sono quasi scomparse.
La fusione che sta interessando i ghiacciai di tutto il mondo è un dato tristemente noto e il loro monitoraggio ormai avviene anche attraverso l’uso dei satelliti nello spazio. È però essenziale studiarli anche dall'interno, per scoprire cosa ne indebolisce il "cuore" e con che rapidità sta realmente avvenendo tale fusione. Una missione che Inside the Glaciers persegue da tempo e che venerdì sera verrà approfondita nel corso dell’inconro a Kosmos. —
