La famiglia Poggi: «Violata la riservatezza, la procura ci aveva dato delle garanzie»
GARLASCO. Troppe fughe di notizie, violando il segreto istruttorio. La famiglia Poggi, attacca, tramite i propri legali sul fatto che i media sapessero già di prima mattina dell’ispezione nella villetta di via Pascoli: «Siamo amaramente sorpresi perchè il decreto di ispezione è stato reso disponibile alla stampa e non a noi e perplessi nel merito delle attività svolte sovrapponibili - hanno spiegato gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna -. Come sempre in passato i genitori di Chiara hanno aperto le porte della loro casa agli inquirenti, come era stato loro richiesto per le vie brevi. La procura di Pavia si era formalmente impegnata a garantire la riservatezza delle indagini».
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15183152]]
Al termine della giornata, poi i Poggi era stanchi, ma tranquilli anche ad un’intrusione così forte nella loro quotidianità già dura di per sè, dovendo convivere con il dolore per la morte di una figlia. Questo, secondo i racconti di chi era nella villetta, ero lo stato d’animo ieri nel tardo pomeriggio di Rita Preda e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara morta ammazzata con un corpo contundente finora mai ritrovato. Delitto che era avvenuto proprio nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. I genitori, ora entrambi pensionati, ieri erano nella loro abitazione.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15179288]]
Gli accertamenti di ieri fanno parte della nuova indagine della procura di Pavia a carico di Andrea Sempio, 37 anni e amico di Marco Poggi il fratello minore di Chiara. Solo pochi giorni fa i genitori di Chiara aveva attaccato pubblicamente alcune ricostruzioni sugli ultimi mesi di vita di loro figlia: «Non aveva segreti e misteri, non aveva una doppia vita e non si può difendere: è solo fango» avevano tuonato i Poggi.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15181379]]
Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno seguito i rilievi
I genitori di Chiara hanno assistito ai rilievi nella loro abitazione che si sono concentrati in particolare sul pian terreno, dove c’erano il soggiorno, e sulla scala verso la cantina dove era stato ritrovato da Alberto Stasi nel primo pomeriggio del 14 agosto il corpo senza vita di Chiara Poggi. Secondo una condanna passata in giudicato però Stasi trovò il cadavere della sua fidanzata perché era stato proprio lui ad ucciderla poche ore prima. Una tesi da sempre respinta da Stasi, che continua a proclamarsi innocente. Una verità giudiziaria, quella della colpevolezza di Stasi, di cui invece sono convinti i genitori di Chiara. «Alle attività abbiamo assistito tutti insieme laddove si poteva, compresi i genitori di Chiara» ha spiegato al termine dei rilievi Angela Taccia, avvocata di Sempio e che era nella compagnia di cui facevano parte proprio Sempio ma anche Marco Poggi. «Bisogna creare una relazione tra ogni singola evidenza e un punto fisso nello spazio perché questi rapporti e misure, messi tutti in 3D, permetteranno di attualizzare la scena del crimine alla luce delle nuove tecnologie - ha spiegato Davide Radaelli, consulente criminologo e dattiloscopico dei Poggi che ieri era nella villetta -. Si è fatto riferimento alle parti della casa e della scena crimine che sono già note , soggiorno e scale». Quanto a Rita e Giuseppe, ha detto: «Certamente sono stanchi, ma si sono resi disponibili, come sempre».
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15181379]]
