Ivrea, Casa Guelpa sarà un spazio per coworking, libri e mostre
Ivrea. Ha compiuto vent’anni di attività la Fondazione Guelpa che, in una conferenza stampa svoltasi lo scorso lunedì 9, nella Sala Giunta del Palazzo comunale, e, per sottolineare l’anniversario, ha presentato le attività e i progetti futuri. Accolti dal sindaco, Matteo Chiantore, Bartolomeo Corsini, Daniela Broglio e Giancarlo Guarini, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliere della Fondazione, insieme a Patrizia Bonifazio, membro del Comitato scientifico, e al segretario Elisa Brunero. Un compleanno che cade in un momento particolare per la Fondazione che, dopo vent’anni di sostegno allo sviluppo del territorio attraverso oltre 8 milioni di euro di contributi dati ad associazioni ed enti culturali locali e al Comune di Ivrea, finanziando le attività dell’Assessorato alla Cultura e il Museo Garda, sta orientandosi verso un più marcato impegno culturale, in modo da non essere non più solo ente erogatore di contributi, ma anche promotore di progetti culturali.
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In tale prospettiva la Fondazione intende diventare un Ets, Ente del terzo settore, con l’iscrizione al Runts–Registro unico nazionale del Terzo settore, che le dovrebbe consentire maggiori possibilità di partecipare a bandi per ottenere contributi e ricercare finanziamenti.
«Tre, nell’immediato, i progetti futuri: Casa Guelpa, polo culturale e valorizzazione del teatro in Canavese – ha sintetizzato il presidente Corsini -. Quello di Casa Guelpa è un intervento di riqualificazione e valorizzazione del grande appartamento in cui la benefattrice Lucia Guelpa visse l’ultima parte della sua vita, al piano nobile dell’edificio conosciuto come Casa De Angelis, in piazza di Città, perpendicolare al Palazzo municipale. Intervento volto non solo alla cura del patrimonio immobiliare Guelpa, ma anche, finalmente, a dotare la Fondazione di una sede propria, esterna al Palazzo, in modo tale da rafforzarne l’identità e la percezione della sua presenza anche fisica in città. La Fondazione utilizzerà due o tre stanze, mentre i restanti locali saranno destinati a co-working, per cui residenze d’autore e residenze per studenti che lavorano su progetti specifici che, ovviamente, valuteremo noi, mentre il salone affacciato sulla piazza, sarà utilizzato per presentazioni di libri, mostre e progetti culturali: tutti spazi a disposizione della cittadinanza, che noi faremo in modo di dotare di tutte quelle che sono le più avanzate tecnologie. Interventi per traghettare in modo opportuno la Fondazione nel nuovo millennio».
Il presidente Corsini ha quindi ricordato lo Studio Groma da cui è partito il lavoro per il Polo culturale della città, che sarà oggetto di pubblicazione su una rivista tecnica specializzata. Si tratta di uno studio, realizzato da alcuni studenti dell’Alta Scuola Politecnica (Asp), propedeutico a fornire le linee guida della futura progettazione architettonica del Polo culturale e della nuova biblioteca. E, poi, il teatro: «Un accordo con la Fondazione Centro sperimentale di Cinematografia–Archivio nazionale del Cinema d’Impresa –ha concluso Corsini- permetterà il riordino e la conservazione dei materiali audiovisivi dell’Archivio storico del Piccolo Teatro di Milano–Teatro d’Europa e di altre realtà teatrali del Canavese. Si tratta di un patrimonio di circa 3.300 video e audio, comprensivo di una parte importante della storia del teatro canavesano che la Fondazione restituirà al pubblico».
