Leggere i siti Unesco ha fatto tappa a Ivrea per una visita unica tra storia e letteratura
Ivrea
Ivrea come Torino, Napoli e Pompei nella scoperta del patrimonio Unesco attraverso letteratura e fotografia grazie al progetto multimediale Leggere i siti Unesco realizzato dalla casa editrice Edt nell’ambito del bando promosso dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura. Lunedì un piccolo gruppo, composto da organizzatori e curiosi, ha preso parte a una approfondita visita guidata di Ivrea città industriale del XX secolo insieme al sindaco Matteo Chiantore, alla social media manager della città e del sito Unesco Alessandra Pistagna e al presidente di Icona Andrea Ardissone. Estratti di autori celebri che hanno raccontato Ivrea, Olivetti e la sua eredità hanno animato il percorso tra i diversi luoghi.
A curare il progetto e la parte letteraria della giornata eporediese sono stati Sara Viola Cabras e Marcello Scaroina, rispettivamente editor e autrice, anche delle guide su Torino e Piemonte, e digital manager di Lonely Planet, le cui guide sono pubblicate da Edt: «Ivrea è, insieme a Torino, Napoli e Pompei, una delle prime tappe di questo progetto che vuole raccontare il patrimonio italiano Unesco attraverso gli occhi e le parole dei grandi scrittori, dal passato fino ad oggi. Per questo, alla visita di lunedì, sono stati collegati degli estratti che raccontano luoghi, storie e personaggi da chi li ha vissuti e conosciuti, da Guido Piovene a Geno Pampaloni, dallo stesso Adriano Olivetti a Natalia Ginzburg che lo conobbe quando era solo un ragazzo e faceva il servizio militare. Abbiamo sviluppato un itinerario, che è partito dalla stazione di Ivrea per arrivare in via Jervis, passando per l’asilo nido di via Olivetti, Palazzo Uffici e Talponia e tanto altro. L’itinerario trova spazio anche nel libro, scaricabile gratuitamente dal sito www.leggereisitiunesco.it, e nel progetto multimediale, composto da una mappa interattiva che racconta i 60 siti Unesco italiani in sei lingue, anche attraverso una sezione video e podcast che riprendono, appunto, il viaggio sonoro che unisce letteratura e territorio. Una sezione del progetto, inoltre, è dedicata ai bambini e prevede giochi e attività educative per trasformare l’esperienza in un’avventura ludica».
Hanno fatto parte del gruppo di visitatori anche il fotografo Tommaso Agate, che con scatti, storie social e video del pomeriggio ha raccontato su Instagram il patrimonio eporediese per Igers.Torino, Christian Hansen, editor per Lonely Planet, con la moglie Silvia Grimaldi, architetto e Mugnaia dello Storico carnevale di Ivrea 2025, e il figlio Teo e il giornalista Amelio Ambrosi. Alla visita, adatta a tutti, hanno partecipato anche gli amici a quattro zampe Napo e Alfredo.
Ivrea, sito Unesco dal 2018, ha rappresentato la visione moderna dei rapporti produttivi e si propone come modello di città industriale che risponde al rapido evolversi dell’industrializzazione della prima metà del Novecento attraverso un’architettura nuova, studiata dai migliori architetti dell’epoca per adattarsi alle esigenze della visione Olivetti, che della città odierna ha plasmato l’identità. E così la visita si è snodata attraverso i luoghi cardine di via Jervis, dal Centro dei servizi sociali alla fabbrica di Mattoni Rossi alle Officine Ico, oggi luogo di innovazione, ricerca e sviluppo e di recupero delle allora struttura produttive: «Siamo dentro alla fabbrica che diventa fabbrica – ha spiegato Ardissone raccontando del sito industriale da 50mila metri quadrati, occupati per 15mila da Icona –. L’obiettivo è quello di far rivivere un luogo vissuto con l’innovazione. E di fronte, dalle finestre che mostrano i monti, si vede anche la storia raccontata da San Bernardino, oggi bene Fai». «Questa è stata definita la via industriale più bella del mondo – hanno spiegato Chiantore e Pistagna –, un’unione dell’idea di uomo di Olivetti e dell’epopea industriale e sociologica dell’azienda, dove le vetrate rappresentano un concetto diverso e nuovo della vita dei lavoratori, tra il dentro e il fuori degli edifici produttivi». Il tour, dopo aver esplorato le Officine Ico e il Salone dei 2000, si è concluso a Talponia con la lettura delle parole di Natalia Ginzburg su Adriano Olivetti in Lessico famigliare: «Credeva nel ruolo fondamentale della cultura come risorsa di crescita per i dipendenti, anche a livello lavorativo, ed è per questo che abbiamo scelto Ivrea come tappa del nostro tour tra i siti Unesco più significativi», hanno concluso Cabras e Scaroina.
