Sito Unesco Ivrea, ecco la nuova identità visiva
Ivrea. Ivrea città Industriale del XX secolo. È la dicitura ufficiale, approvata al momento del riconoscimento di Ivrea come Patrimonio mondiale, che la città dovrà imparare a usare regolarmente. Una designazione che deve diventare familiare anche per gli stessi eporediesi, in modo da evitare di usare impropriamente il nome Unesco. Si tratta di una indicazione che da Parigi hanno fatto pervenire ad Alessandra Pistagna e Valentina Frate dell’Ufficio comunicazione, mentre si stavano adoperando a elaborare la nuova strategia di comunicazione del sito Unesco finalizzata al rilancio della sua immagine.
Strategia che le due brillanti creative hanno presentato, lo scorso mercoledì 11, nella Sala Dorata del palazzo municipale, insieme al site manager Filippo Ghisi, alla presenza del sindaco, Matteo Chiantore. Prima azione del progetto è stata il restyling grafico del logo, volto a migliorarne la leggibilità per meglio adattarlo alle applicazioni digitali di ultima generazione.
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Spiega la grafica Valentina Frate: «Siamo intervenuti sul conosciutissimo logo arancione, dando maggior spessore ai perimetri bianchi degli edifici olivettiani sopra riportati e snellendo la scritta scura su sfondo bianco che indica Ivrea città Industriale del XX secolo, eliminando anche il puntino sull’iniziale di Ivrea, che insisteva sull’angolo in basso a sinistra dello sfondo arancione. Un intervento necessario affinché il logo, in futuro, resti chiaro e leggibile nelle sue linee anche quando ridotto a dimensioni minime».
Bellissimo il nuovo concept dell’identità visiva, che ha richiesto più di un anno di lavoro dai primi appunti di Alessandra Pistagna, fino all’ispirazione improvvisa e risolutiva: «Il progetto - racconta Alessandra- mi stava particolarmente a cuore perché, come tanti eporediesi provengo da una famiglia di olivettiani e io stessa ho lavorato, per un periodo, nell’azienda. Un giorno, attraversando via Jervis e osservando le facciate degli edifici, le Officine H in particolare, stavo pensando a mio nonno Pietro, uno di quei contadini che, pur lavorando in Olivetti, non ha mai abbandonato la terra e anche alla volontà dell’ingegner Adriano che i suoi operai mantenessero, pur all’interno della fabbrica, un contatto sensibile con l’esterno e la luce. Ho pensato in quel momento che l’elemento distintivo e caratteristico delle vetrate si sarebbe potuto trasformare in immagini-logo emblematiche del sito Ivrea Città industriale del XX secolo. Vetrate che esprimono il concetto di "patrimonio materiale", nei 19 edifici architettonici che troviamo in quella linea del tempo che è via Jervis, percorrendola dalla fabbrica di mattoni rossi a Palazzo Uffici 1 e 2, e di "patrimonio immateriale” espresso nell'idea di Adriano di creare una fabbrica che mantenesse il collegamento dell'uomo con la natura». E spiega: «Per la realizzazione grafica, si è partiti dalle immagini del fotografo di architettura Gianluca Giordano, selezionando le parti in cui le vetrate si affiancano creando variazioni di trama, per comunicare movimento, apertura e flessibilità, su queste è intervenuta, graficamente, Valentina».
L'ottimo risultato è oggi visibile sulle vele, disposte in via Jervis e vicino alla stazione ferroviaria.
