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Июнь
2025

Azeglio, il commercio tiene tra le difficoltà: «Si resiste grazie a qualità e passaparola»

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AZEGLIO. Azeglio, oltre 1.200 abitanti, si trova ad affrontare tutti i problemi dei piccoli paesi del Canavese, tra desertificazione commerciale e spopolamento. Nonostante ciò, chi ha un’attività commerciale resiste alle difficoltà e al numero crescenti di supermercati nella zona e al potere del mondo online: «Resistiamo grazie a chi sceglie la qualità, al passaparola e alla vitalità della comunità».

L’età media si alza, ma Azeglio ha tanti giovani che risiedono, anche se magari non vi lavorano, in paese. Un punto di riferimento per tutti, giovani e meno giovani, è il bar della piazza gestito da Alessia Coppo, Viviana Menso e Gabriele Corotti, il Meridiana Cafè: «Azeglio è un paese dove la vitalità non manca e dove i giovani sono ancora numerosi. Noi, che siamo aperti quattro sere la settimana fino a mezzanotte, restiamo un punto di riferimento per la vita di tutta la clientela. Quando poi ci sono iniziative, il paese si anima. Ad oggi il lavoro procede bene».

In piazza Massimo D’Azeglio c’è anche il negozio di alimentari di Roberto Modafferi: «Ho visto il declino del nostro tessuto commerciale attraverso i decenni. Il paese si spopola, ma per ora si resiste. Ho aperto il negozio 32 anni fa e ho visto tutti i cambiamenti. Oggi al pomeriggio chiudo, perché c’è poco movimento. Sicuramente abbiamo risentito dei tanti centri commerciali aperti e che stanno aprendo nella zona. Per questo motivo ho scelto di puntare sulla qualità e i clienti ritornano. Qui abbiamo tutti i servizi, dalla farmacia alla banca all’ufficio postale, ma non so se me la sentirei di consigliare una nuova apertura a un giovane che cerca una strada sicura per il futuro. Io stesso, che ho 57 anni, tengo duro fino alla pensione, ma servono iniziative per sostenere e incentivare il commercio del nostro paese».

È aperto da decenni e rifarebbe la stessa scelta Mario D’Onofrio, che ha passato la sua attività di barbiere al figlio Manuel: «Ho aperto 45 anni fa in paese e sono innamorato di Azeglio. Nonostante ciò, anche io ho constatato che il lavoro è diminuito negli ultimi anni, in particolare dopo la pandemia. Anche la clientela è cambiata. Nonostante tutto, però, a me qui piace e l’attività prosegue con mio figlio Manuel. Siamo alla seconda generazione e non andiamo avanti». Gli affari vanno bene anche per la parrucchiera Valentina Papiu: «Lavoriamo in tre e i clienti non mancano, per ora non sentiamo la crisi dei piccoli paesi».

Lo chef Fabrizio Gotta ha aperto tre anni fa, e con soddisfazione, la Locanda Azeglio: «Nel mio piccolo sono contento. Questa è una località meno conosciuta, ma i turisti, soprattutto in estate, ci sono, anche se i numeri sono sicuramente più bassi rispetto ad altri angoli del lago di Viverone. Per quanto mi riguarda, mi sono specializzato in cucina tipica piemontese, proponendo piatti con le specialità locali, come il pesce di lago. Faccio tutto io, dalla realizzazione del pane al servizio in sala, anche se nel fine settimana, grazie al maggior afflusso di clienti, ho alcuni collaboratori che mi aiutano. Sarebbe bello che in paese, per aiutare il commercio, si proponessero attività che valorizzano la nostra belissima piazza. Perché non organizzare un mercatino di produttori e artigiani per vivacizzare il paese e attrarre visitatori?».

Lavora bene, anche se in misura minore rispetto al passato, la farmacista Rosa Luccioni: «La gestione della farmacia è adeguata al paese, che è piccolo, con numerosi giovani che, però, spesso lavorano fuori. Il fatto che oggi ci sia soltanto un medico di base in paese e che sono aumentati i supermercati non ha sicuramente aiutato il commercio di Azeglio».

La riflessione è la stessa anche per Emiliana Rondoletto, titolare della storica merceria che affaccia su piazza Massimo D’Azeglio: «Lo scorso sabato ho raggiunto i 28 anni di attività, ma oggi il lavoro è molto difficile. Dopo la pandemia i giovani sono più concentrati sul commercio online, mentre la grande distribuzione peggiora sempre più la situazione. Per ora cerchiamo di andare avanti, ma servono iniziative per sostenerci. Anche promuovere il nostro pezzo di lago, oggi allo stato naturale, richiamando più turisti, aiuterebbe noi commercianti».

Il passaparola e la qualità fanno la differenza, come racconta Mara Zoppo, che con i fratelli Ugolina e Alessandro gestisce l’omonima azienda agricola: «Abbiamo aperto 4 anni fa con l’idea di valorizzare il latte e le materie prime che produciamo. L’azienda risale ai nostri nonni e noi abbiamo raccolto l’eredità. Con i miei fratelli ci dividiamo i compiti e abbiamo la possibilità di dare spazio anche al nostro estro, sfruttando la filiera, i prodotti a km0 e la stagionalità. Il passaparola dei clienti soddisfatti fa il resto e oggi siamo contenti del risultato».




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