Ivrea, Lidl fa un esposto a Comune e prefetto: «Sicurezza, ognuno faccia la propria parte»
Ivrea. Un esposto al Comune e alla prefettura di Torino per dire che il problema di via Sant’Ulderico non è risolvibile solo dal supermercato, ma al contrario chiama in causa tanto l’amministrazione comunale quanto le forze dell’ordine. Lo ha annunciato Lidl durante l’ultimo incontro con i sindacati sul tema della sicurezza all’interno del negozio che si trova alle spalle del gattile. Negozio in cui negli ultimi tempi sono capitati episodi di minacce e aggressioni verbali ai danni del personale alle casse, da parte di soggetti che tipicamente nel tardo pomeriggio comprano birre e cibo pretendendo di uscire senza pagare. Una situazione che si protrae da mesi riguardo la quale la catena, nella direzione regionale Lidl di Volpiano, a inizio mese si era già confrontata con Francesco Sciarra, segretario generale Uiltucs Uil di Ivrea e Canavese, arrivando a promettere alcune azioni migliorative. Martedì scorso l’incontro con Michele Racanelli di Filcams Cgil Torino, già firmatario di una diffida volta alla tutela della sicurezza del personale (una ventina, in maggioranza donne). «L’azienda mi è sembrata più risentita di essere stata portata sui giornali di quanto a mio parere abbia intenzione di affrontare il problema – dice Racanelli –. Sta preparando un esposto da inviare al Comune perché ritiene che questo sia compito del Comune e delle forze dell'ordine, dal mio canto ho chiesto che venga messa una guardia giurata armata per almeno 2 mesi, non a spot, come ora, e di attivare il protocollo antirapina sul sistema di videosorveglianza, con il collegamento remoto delle guardie giurate per gestire questi episodi con le forze dell'ordine».
Dal primo incontro con i sindacati era arrivato l’ok all’inserimento delle guardie giurate, con più passaggi nel corso dell’intera giornata e prioritariamente nelle ore serali. L’azienda aveva poi sottolineato di aver potenziato la figura di assistente alla clientela, allo scopo di creare deterrenza rispetto a eventi di taccheggio e prevaricazioni nei confronti dei lavoratori. Sul piano dell’organizzazione del lavoro, Lidl si era impegnata a gestire i turni con rotazioni che prevedano, soprattutto negli orari di chiusura, la presenza di personale maschile. Ma è nell’esposto in fase di elaborazione che conta di mettere nero su bianco quali e quanti reati ha subito in questi mesi e cosa avviene nell’area del parcheggio antistante. Che non è inserito nella zona rossa disposta dalla prefettura, e pure è oggetto di controlli sistematici da parte delle forze dell’ordine, dopo i rinforzi disposti dalla Questura di Torino a inizio aprile. Tuttavia gli episodi si susseguono, il personale ha paura.
Per quanto riguarda il Comune, gli interlocutori sono il sindaco Matteo Chiantore, delegato alla Sicurezza, e Gabriella Colosso, assessore al Commercio. È Colosso ora ad aprire a un incontro con i vertici della catena commerciale, da programmare a stretto giro. «Noi non ci tiriamo indietro – sottolinea –. Vediamo cosa si può fare sul fronte della videosorveglianza comunale o sul potenziamento dell’illuminazione. Ne parleremo presto». —
