Ivrea, i No cava rispondono a Cogeis: «Un’opera contro la collettività»
Ivrea
Non si è fatta attendere la replica del Comitato No cava alle dichiarazioni di Flavio Bertino, titolare della Cogeis, pubblicate su La Sentinella del Canavese lunedì 23. Al centro del dibattito c’è la cava di via delle Fornaci a San Bernardo di Ivrea, concessa nel 2014 alla società di Quincinetto ma mai entrata in funzione, per la quale lo scorso novembre è stato chiesto il rinnovo della concessione a Città metropolitana per ulteriori dieci anni.
«La coltivazione di una cava per materiali inerti nel cuore di San Bernardo – scrive il Comitato – è un’opera completamente estranea al contesto storico-culturale del quartiere e rappresenta un chiaro esempio di interesse privato a danno della collettività». Il gruppo di cittadini ribadisce la propria contrarietà al progetto, già oggetto di una netta presa di posizione del consiglio comunale di Ivrea, che nella seduta del 26 maggio scorso ha espresso in modo unanime la propria opposizione alla riapertura del sito estrattivo.
Nelle sue dichiarazioni, Bertino aveva sottolineato l’utilità della cava ma anche la volontà di non imporre alcuna scelta al territorio, spiegando che la Cogeis è disponibile a valutare soluzioni alternative per tenere conto delle criticità sollevate. Parole che non convincono il Comitato.
«L’impatto della cava sul quartiere non è sovrastimato, ma semplicemente non mitigabile - ribattono da comitato No cava - Qualsiasi intervento tecnico, come ad esempio la realizzazione di dune antirumore, comporterebbe una trasformazione irreversibile dell’identità agricola e paesaggistica di San Bernardo».
Preoccupazioni forti vengono espresse anche per quanto riguarda il traffico generato dal transito dei mezzi pesanti, con conseguenze sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sull’aria respirata nel quartiere. Da questo punto di vista, il Comitato esprime apprezzamento per la posizione del sindaco Matteo Chiantore, che sempre sulla Sentinella ha parlato apertamente di «un’opera che smonterebbe mezzo quartiere», confermando il no della maggioranza.
Un altro passaggio chiave sarà quello legato alla variante del piano di zonizzazione acustica, su cui dovrà pronunciarsi il consiglio comunale. Senza l’approvazione di questa variante, la cava rimarrebbe di fatto incompatibile dal punto di vista acustico. «Auspichiamo – scrivono i rappresentanti del Comitato – che l’unanimità politica già manifestata possa concretizzarsi anche in questa sede, rappresentando un reale contrasto all’attuazione del progetto».
Dubbi vengono infine sollevati anche sulle opere accessorie promesse dalla ditta, come l’ampliamento della viabilità o il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Secondo il Comitato si tratta di «pura dichiarazione di intenti, perché molte delle aree coinvolte sono di proprietà privata e la Cogeis non ne detiene alcun titolo».
La conclusione è un’apertura al confronto, ma senza ambiguità: «Come Comitato – si legge nella nota – siamo pronti a incontrare Città metropolitana per ribadire le nostre ragioni e mettere finalmente una parola fine a questo progetto assurdo».
