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Июнь
2025

Giovane donna molestata nel camerino di un negozio nel centro commerciale

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IVREA. Molestata nel camerino di un centro commerciale. Si era appena sfilata la gonna quando si è accorta che un uomo, dal camerino accanto, stava cercando di filmarla. Come? Infilando la mano che reggeva il telefonino dentro il camerino dal basso, nello spazio lasciato aperto dal separè. È successo lunedì mattina scorso, nel negozio di abbigliamento Zuiki, al centro commerciale Il Pavone, a Pavone.

Sull’episodio indagano i carabinieri, dove la giovane, 29 anni, è stata accompagnata da una commessa dello stesso negozio. I carabinieri stanno acquisendo le immagini del circuito di videosorveglianza del centro commerciale per cercare di identificare il responsabile. Il reato per il quale stanno indagando è interferenze illecite nella vita privata, punibile con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Ma ci sono stati casi con precedenti esaminati dalla Corte di Cassazione in cui questo tipo di episodi (come installare una telecamera nascosta e guardare da remoto) è stato configurato come abuso sessuale, con pene quindi molto più severe.

A distanza di cinque giorni da quell’episodio, la 29enne fa ancora molta fatica a contenere l’agitazione. «Sono rimasta letteralmente scioccata – dice – . Faccio un lavoro in cui sono a contatto con le persone, ma non mi era mai accaduta neppure lontanamente una cosa simile. Mi sono spaventata tantissimo, sono rimasta davvero molto turbata. Non mi era mai capitato, prima di quest’episodio, di guardarmi intorno. Non mi ero mai percepita, prima, come timorosa e impaurita. Invece adesso accade».

L’episodio, in sé, ha dell’incredibile. Lunedì mattina, la giovane donna era in giro per fare shopping: «Ho deciso di fare un giro al centro commerciale, ho visto dei pantaloncini che mi piacevano e volevo provarli. C’era gente, in negozio e nel centro commerciale, e sinceramente non ho notato nulla di particolare». I camerini, in quel momento, erano tutti vuoti. «Sono entrata nel secondo – racconta – ho chiuso la tenda, come si fa sempre. Mi sono tolta la gonna per provare i pantaloncini e mi è caduto l’occhio su un riflesso nello specchio: c’era la mano di un uomo che sbucava dal basso, dallo spazio sotto il separé, reggeva un cellulare con la schermata della fotocamera rivolta verso di me. Sono rimasta sconvolta. Mi sono messa a urlare». L’uomo è fuggito. Le persone presenti hanno pensato che si fosse allontanato con qualche capo senza pagare, le commesse lo hanno chiamato per capire cosa stesse accadendo. Anche la vigilanza del centro commerciale è intervenuta, ma l’uomo è riuscito a fuggire. «Io ero agitatissima – racconta – e ho spiegato cosa fosse successo. Mi hanno subito accompagnata dai carabinieri a presentare denuncia. In caserma mi hanno detto che mi avrebbero chiamata per vedere le immagini e chiedermi se fosse una persona che conosco, ma finora non è successo».

L’uomo fuggito indossava una maglietta gialla a manica corta, un pantaloncino di colore scuro. Aveva una statura e una corporatura media, pareva zoppicante. Indossava occhiali da sole, i capelli sono corti e scuri.




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