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2025

Sbarchi di migranti dalla Libia: +87% nel 2025. I dati di Frontex e il “calo” che non è mai esistito

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I dati di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, evidenziano una diminuzione complessiva del 20 per cento degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue nella prima metà del 2025. Ma nonostante il calo, scrive l’Agenzia, “la rotta del Mediterraneo centrale ha registrato oltre 29.300 attraversamenti irregolari, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2024”. E in particolare, “la Libia continua a essere il principale Paese di partenza per questi viaggi pericolosi, con circa 20.800 migranti arrivati in Italia, con un aumento dell’80% rispetto all’anno scorso”.

Il cruscotto giornaliero del Viminale dice che dal primo gennaio sono sbarcate sulle nostre coste 31.948 persone. Nello stesso periodo del 2024 erano state 28.376 e nel 2023, anno record per gli arrivi dalla Tunisia, 72.036. Tra le principali nazionalità per numero di sbarchi ci sono Bangladesh (33%), Eritrea (15%), Egitto (12%). Rispetto al 2024, i dati del Viminale dicono che nei primi 6 mesi dell’anno gli arrivi dalla Libia sono aumentati dell’87 per cento. A spiegare il dato è il fatto che, da inizio 2025, la Libia è il primo paese di partenza, col 91% di tutti gli arrivi via mare, mentre nei primi sei mesi del 2024 erano il 56%. Nello stesso periodo, la Tunisia è passata dal 39% del 2024 al 6% di quest’anno. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) in Libia ci sono 93 mila tra rifugiati e richiedenti asilo, per lo più sudanesi (78%) ed eritrei (9%). Per rispondere alla crisi migratoria in Libia, dice l’agenzia, nel 2025 servono 61,5 milioni di dollari, ma ad oggi i fondi ricevuti sono meno della metà.

L’aumento che riguarda la Libia dice che qualcosa è cambiato? Dopo gli scontri di maggio e il successivo cessate il fuoco, a Tripoli la missione Onu (Unsmil) segnala nuovi movimenti di milizie e rinforzi militari. E se il governo di Abdelhamid Dbeibah è più debole, a Est il generale Khalifa Haftar, spalleggiato da Russia ed Egitto, mostra i muscoli, anche con la delegazione di ministri e diplomatici europei, compreso il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, cacciati martedì da Bengasi perché “persone non gradite“. Rispetto alla possibilità di una ‘ritorsione migratoria’, “non ho nessun motivo per crederlo, anzi”, assicura Pianteodsi, che a metà giugno ha ospitato a Roma il figlio di Haftar. Preoccupano di più l’atteggiamento di Mosca – “da tenere sotto controllo” –, e le difficoltà di Tripoli, che resta il principale snodo per i viaggi via mare.

Frontex segnala invece il nuovo “corridoio Libia-Creta“, che a luglio ha registrato un boom di sbarchi in pochi giorni. Tanto che mercoledì il governo di Kyriakos Mitsotakis ha annunciato un provvedimento per sospendere le richieste di asilo di tutte le persone salpate dal Nord Africa, che poi significa Libia. Tornando ai dati dell’Italia, l’aumento recente va confrontato con il trend registrato negli ultimi anni. Sempre in base ai dati del Viminale, l’analista Matteo Villa, direttore DataLab dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), fa notare che “gli sbarchi sono identici da cinque anni a questa parte“. E che, a parte la parentesi tunisina che ha spinto gli arrivi soprattutto nel 2023, il calo degli sbarchi non è mai davvero esistito. Dalla Libia sono arrivate 53 mila persone nel 2022, 52 mila l’anno successivo, 41 mila nel 2024 e per il 2025, in base ai dati degli ultimi 12 mesi, possiamo aspettarci 55 mila arrivi.

L'articolo Sbarchi di migranti dalla Libia: +87% nel 2025. I dati di Frontex e il “calo” che non è mai esistito proviene da Il Fatto Quotidiano.




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