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Октябрь
2025

Un altro negozio abbandona il centro Addio dopo 60 anni ai Magazzini Sandro

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/ Pavia

Un altro negozio storico abbassa la saracinesca in centro: dopo circa 60 anni di lavoro chiudono i Magazzini Sandro di piazza Petrarca, specializzati in abbigliamento casual, abiti da cerimonia e pelletteria in un grande locale con ben quattro vetrine che affacciano sulla strada. L'ultimo giorno di aperturasarà il 25 gennaio, dopo una svendita totale cominciata venerdì che ha già attratto molti clienti per via dei prezzi scontati per liberare la bottega in fretta. Le motivazioni della chiusura sono quelle ribadite più volte da chi lavora nel commercio al dettaglio: calo dei clienti, concorrenza del mercato online, meno propensione all'acquisto. «C'è stata un'evoluzione del cliente, un cambio generazionale - dicono i proprietari del negozio - dopo il Covid qualcosa è cambiato, abbiamo registrato un netto calo. Non siamo gli unici ad averlo avvertito». E così prosegue la desertificazione commerciale del centro di Pavia, che ormai da tempo mostra cronici segnali di sofferenza. Secondo gli ultimi dati disponibili, al momento si contano 121 negozi sfitti, e una progressiva contrazione del tessuto commerciale che si registra già a partire dagli inizi del Duemila.

Il deserto commerciale

Tra il 2005 e il 2024, il numero complessivo di attività commerciali è sceso di 299 unità in 19 anni: una riduzione del 22 per cento (secondo i dati di Regione Lombardia) che, almeno per il momento, non sembra mostrare segni di ripresa e che anno dopo anno sta cambiato il volto del capoluogo di provincia. Secondo il dossier sulla demografia d’impresa di Confcommercio, a Pavia e in altre città la zona di maggior sofferenza è il centro storico, dove si concentra la maggior parte delle chiusure: nei 12 anni tra il 2012 e il 2024 si sono perse 177 attività al dettaglio.

Un fenomeno alimentato dalla perdita del potere d’acquisto, dal cambio dei gusti e delle abitudini, e dalle maggiori spese che le famiglie si trovano ad affrontare mentre gli stipendi sono sempre gli stessi. Il risultato: o si abbassa la qualità degli acquisti o si rinuncia del tutto, se non è del tutto indispensabile.

Nel caso dei Magazzini Sandro, sembra che il cambio delle abitudini sociali abbia avuto un peso rilevante: con la diminuzione dei matrimoni, un negozio che ha dedicato parte della sua attività all’abbigliamento da cerimonia (soprattutto da uomo) ha visto contrarre i propri guadagni. «Le persone si sposano di meno negli ultimi – aggiungono i proprietari – e quindi i vestiti da cerimonia servono meno. Ce ne siamo accorti anche noi». E così il negozio chiuderà, dopo una svendita che durerà tutto l’inverno: la notizia si è sparsa in città, e molti sono i clienti e i curiosi che – anche ieri – si sono recati ai Magazzini per fare acquisti. «Ringraziamo i nostri clienti storici, che dopo aver appreso la notizia della chiusura sono tornati a salutarci in massa – aggiunge la proprietà – è stato un piacere cercare di accontentarli».

Non è la fine?

C’è ancora riserbo sul futuro dei grandi locali, occupati finora dai Magazzini Sandro: come in molte recenti chiusure, i titolari del negozio sono anche proprietari delle mura, e quindi potrebbero decidere dare in gestione gli spazi ad altre imprese. Su questo i proprietari non si sbilanciano ancora, ma la chiusura del negozio potrebbe non coincidere per forza con l’ennesima vetrina vuota.

In altre zone del centro è andata diversamente: per via dei molti negozi sfitti, il Comune ha varato nuove regole per mantenere il decoro a ridosso delle vetrine, offrendo pannelli fotografici gratuiti per abbellirle e contenere il senso di abbandono, che di solito trasferiscono i negozi chiusi. Un iniziativa che si aggiunge alle multe, già previste per chi lascia allo sbando i locali sfitti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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