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Октябрь
2025

La Russia dei Ravizza, i capi di Simonetta sfilano a Mosca: «Ogni anno qui oltre le sanzioni, abbiamo clienti da decenni»

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PAVIA. I fratelli Ravizza sono appena stati a Mosca per una sfilata organizzata da un grande magazzino, Cashmere and silk, che vende marchi di lusso come Missoni, Zanellato e, appunto, Simonetta Ravizza. «A parte il periodo del Covid ci siamo sempre andati - spiega Riccardo Ravizza, che ha viaggiato anche questa volta con la sorella Simonetta -. Fa parte del normale giro annuale, è un modo per mantenere contatti con clienti che sono stati importanti nel passato e spero lo ridiventino nel futuro». Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, i rapporti tra l’Unione europea e la Russia si sono incrinati, e sono scattate sanzioni. «Le sanzioni fanno sì che, oggi, i rapporti commerciali siano molto limitati - spiega Ravizza - Ma con alcuni clienti abbiamo rapporti ultra ventennali, anche a livello umano: speriamo nella pace».

La sfilata

La sfilata si è svolta nella tenuta settecentesca che un tempo apparteneva al mercante Mikhail Baryshnikov, «esponente di una nota dinastia di imprenditori e filantropi», come si legge sul profilo Instagram degli organizzatori. Alla sfilata «sono stati presentati look multibrand di importanti marchi come Ereda, Peserico e Fabiana Filippi, insieme alla collezione di pellicce della maison Simonetta Ravizza, la cui fondatrice è arrivata personalmente nella capitale appositamente per l’evento. L’atmosfera della dimora storica ha esaltato l’eleganza delle collezioni. Dopo la passerella, gli ospiti hanno potuto gustare specialità tradizionali russe».

«La trasferta a Mosca è un modo per mantenere rapporti commerciali con i department store che, per noi, sono fondamentali - spiega Riccardo Ravizza -. Le sanzioni hanno avuto un impatto non indifferente e ci hanno penalizzato molto in uno dei mercati che per noi, come per tutti i marchi di lusso, è sempre stato importantissimo. La nostra presenza lì, una volta all’anno, è importante a livello di immagine, di pubbliche relazioni».

Le sanzioni europee scattate dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia dal 2022 proibiscono di vendere, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, beni di lusso che superino i 300 euro di valore a qualunque persona fisica, legale o entità presente in Russia e per uso in Russia. «Il limite di 300 euro - spiega ancora Ravizza - ci penalizza molto, ma ci permette di mantenere questi rapporti storici. Non ci sono infatti problemi sulle collezioni Primavera Estate, montoni, piumini, articoli a prezzi inferiori a 300 euro. Il mercato si sta orientando su questi tipi di peli. Non più visone e zibellino ma montoni, agnello, piumini con una connotazione diversa». Online, però, si trovano anche pezzi di valore superiore: «Molti distributori avevano acquistato molto negli anni precedenti - spiega Ravizza - e sulla pellicceria stanno vendendo ancora le scorte, collezioni passate. Noi ci atteniamo ai limiti». Ma non si riesce a controllare se qualcuno acquisisce capi da clienti all’estero, fuori dalla zona delle sanzioni. Molti prodotti di lusso, infatti, sono reperibili nelle principali città russe: arrivano tramite intermediari o importazioni parallele, solitamente illegali ma ora quasi promosse dal governo russo. Dal 2022 il mercato dei beni di lusso in Russia si è dimezzato, molti marchi hanno chiuso i propri negozi ma, al tempo stesso, molti dei brand di lusso esteri sono rimasti sul mercato. «Molti russi probabilmente si riforniscono in paesi confinanti - commenta Ravizza - fuori dalla zona delle sanzioni. Per noi questo non ha compensato il calo del mercato in Russia: soprattutto il primo anno, il danno è stato grande, perché gli ordini erano già in produzione e i clienti non hanno potuto ritirare e noi non potevamo esportare. Io capisco i limiti alle esportazioni su prodotti di elettronica, tecnologie belliche, ma impedire alla signora di Mosca di comprarsi la pelliccia non credo abbia effetti politici e, anzi, è un po’ un autogol».

In questi anni, è cambiata Mosca? «Non si ha la percezione di uno stato in guerra - spiega Ravizza - anche se è molto più lungo e difficile arrivarci. Il mercato del lusso c’è ancora, la domanda interna resiste, il problema sono i limiti imposti agli scambi a cui occorre adeguarsi. Essere lì quattro giorni all’anno è però fondamentale per mostrare vicinanza a clienti che sono stati e saranno importanti, al di là del pensiero politico su quello che sta succedendo: sono rapporti umani che durano da oltre 20 anni. Ci si aspetta che prima o poi ci sia una ripresa di questo mercato fondamentale: quando capiterà, Simonetta Ravizza sarà uno dei primi marchi a riprendere e crescere».




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