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Октябрь
2025

Matrimoni in forte calo nella diocesi di Tortona, ma tengono i battesimi: in diocesi si conferma la tendenza nazionale

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TORTONA. Matrimoni in forte calo, ma tengono i battesimi, sperando in futuro di riuscire ad invertire la tendenza di non mettere al mondo dei figli. È quanto emerge dal report, relativo al triennio 2022-2024, stilato dal neonato Ufficio per la famiglia della diocesi di Tortona, che è stato consegnato di recente al vescovo Guido Marini.

i numeri

L’indagine sui numeri della realtà “famiglia” in diocesi (matrimoni e battesimi), nonostante manchino i dati del 20% delle parrocchie, consegna una fotografia che rispecchia molto la tendenza nazionale.

I matrimoni sono in forte calo, sia per quanto riguarda i riti religiosi che quelli civili. Sul territorio diocesano quelli con rito civile restano la maggioranza (73,5%) rispetto a quelli religiosi (26,5%).

Gli estensori dell’indagine hanno però notato alcune differenze, soprattutto nei numeri dei vicariati di Broni-Stradella, Varzi e Tortona, dove la tendenza era quasi opposta, con numeri dei riti religiosi che superavano l’80%. Questo, però, sembra sia dovuto soprattutto al cosiddetto “turismo nuziale”, ovvero quello di coppie che vengono da fuori a sposarsi sul territorio perché ricco di chiese, santuari o cappelle in luoghi suggestivi, che stanno diventando meta privilegiata per i wedding planners, a cui le coppie spesso si affidano per organizzare il matrimonio.

Pur nel calo delle nascite, anche questo in linea con la tendenza nazionale, tengono invece i battesimi. In base ai dati recuperati nei vari vicariati e partendo dal numero dei nati, il report evidenzia che, sebbene la percentuale di bambini che vengono battezzati sia in calo e rappresenti una frazione sempre minore rispetto alle nascite, «è rilevante constatare che per circa il 75% dei nuovi nati viene chiesto il battesimo».

la tendenza futura

Dopo aver analizzato i dati relativi a battesimi e matrimoni, il report prova a delineare una proiezione futura e lo scenario che emerge non è certo dei più rosei.

«Riteniamo che nell’arco di qualche anno assisteremo ad una cristallizzazione dei numeri, soprattutto per quanto riguarda i matrimoni - spiega ancora l’Ufficio diocesano per la famiglia nel report -. Crediamo infatti che il numero degli sposi consacrati si possa stabilizzare. Il discorso cambia diametralmente in merito alle nascite e di conseguenza al numero di battesimi. La tendenza attuale pare orientata al non avere figli».

Leggendo i dati e proiettandoli a livello nazionale, infatti, secondo il report «è evidente che la società che viene rappresentata è un complesso di soggetti tra i 40 e i 60 anni, che vivono come in un perenne momento di tempo sospeso tra l’adolescenza e l’adultità. Abbiamo un’intera generazione tra i 25 e i 35 anni che non è generativa, non solo pare rifiutare il matrimonio come impegno, ma teme la perdita della propria individualità».

Una speranza può arrivare dai giovanissimi, visto che, secondo un’indagine Istat, hanno voglia di famiglia e di figli, fino almeno ai 25 anni, nonostante la realtà economica influisca sulle scelte: il 69,4% sogna di avere figli, e più della metà desidera anche sposarsi. Tra i giovanissimi, il 61,5% vorrebbe due figli, mentre il 18,2% ne vorrebbe tre o più. «Accogliere questo loro desiderio e fare in modo che non si estingua con il tempo è la strada» per invertire il trend secondo l’indagine diocesana. —

oliviero maggi




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