Tragedia a Valperga: trovato senza vita un ristoratore
VALPERGA. La notte si era chiusa con la speranza ostinata di un epilogo diverso. Invece, poco dopo mezzogiorno di martedì 18, le ricerche si sono fermate davanti all’evidenza più dura: il corpo di Stefano Marrano, 48 anni, è stato trovato senza vita nelle campagne tra Valperga e Pertusio, in un’area isolata battuta per ore da vigili del fuoco, sommozzatori e unità cinofile. Una morte con tante circostanze ancora da charire.
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La sua auto, rinvenuta chiusa lungo strada Pertusio vicino al tennis club, aveva dato il via a una notte frenetica, con fari puntati sull’acqua ferma dei laghetti di Valperga e perlustrazioni nei sentieri, metro dopo metro. All’alba il raggio operativo era stato ampliato fino alle cascine di confine, in quella geografia difficile dove i campi si intrecciano con la boscaglia. È lì che le squadre hanno individuato Stefano Marrano, chiudendo una pagina d’angoscia per i familiari e per una comunità che aveva seguito con apprensione ogni fase delle ricerche. Cuorgnè si è immediatamente stretta nel dolore. Stefano Marrano non era soltanto un residente: era il volto di un locale che negli ultimi anni aveva saputo creare un’atmosfera unica. Gestiva il bar–ristorante “Al Chabot”, in frazione Salto, un piccolo punto di ritrovo diventato, grazie a lui, un luogo di incontri, serate a tema, feste capaci di unire giovani e famiglie. Aveva sposato una studentessa di origini russe, costruendo una vita semplice e intensa, fatta di lavoro, passione e relazioni sincere.
«Era un ragazzo allegro e solare, sapeva entrare in sintonia con tutti» ricorda il vicesindaco Vanni Crisapulli. «Aveva fantasia ed estro. La sua attività era gestita con cura e professionalità e si stava conquistando le simpatie dei giovani. Siamo tutti addolorati e vicini alla sua famiglia». I carabinieri, in attesa dell’autopsia, stanno portando avanti gli accertamenti per chiarire dinamica e cause del decesso che pare imputabile ad una forte dose di farmaci.
Ma oltre ogni riscontro resta il vuoto lasciato da un uomo che, con la semplicità dei gesti quotidiani, aveva saputo diventare parte del cuore di una comunità.
