È spuntato un acquirente per la ex Rsa di Pont Canavese
PONT CANAVESE. C’è un acquirente per l’ex casa di riposo di Pont Canavese, anche se l’assegnazione non è ancora avvenuta. Si tratta della Bellatrix sas, di Se.Mis. Srl e, se verrà dato parere affermativo dal Comune e se la Sovrintendenza non avanzerà obiezioni, a gestire la struttura in futuro sarà Cm service. Se ne è parlato ieri, venerdì 21 durante il consiglio comunale.
A darne comunicazione è stato il sindaco Paolo Coppo, che ha ripercorso le vicende della casa di riposo, dal bando di vendita al tentativo di convenzione. A settembre era stato pubblicato il bando per l’alienazione dell’immobile, abbandonato da quasi quattro anni, e la vicenda ha infiammato l’intera estate, in quanto il gruppo consiliare Noi per Pont, composto da Gian Piero Bonatto e Raffaele Costa, si è sempre detto contrario alla vendita. I consiglieri hanno sostenuto la necessità di mantenere la proprietà comunale per poter avere un controllo diretto del servizio a tutela delle fasce più fragili della popolazione e per permettere la vigilanza degli organismi locali.
Il termine di presentazione delle offerte era fissato al 2 ottobre e l’unica istanza pervenuta è quella di Bellatrix. La commissione esaminatrice ha effettuato le verifiche della documentazione prodotta, che è risultata idonea ed esaustiva. La società, dunque, risulta aggiudicataria dell’asta pubblica per l’alienazione dell’ex Ospedale degli infermi poveri con un punteggio di 74,5 su 100. L’edificio, tuttavia, è sottoposto a tutela ope legis per la verifica dell’interesse culturale. In sostanza, secondo le parole del primo cittadino, la Sovrintendenza ha una sorta di prelazione. Nel caso in cui non vengano sollevate obiezioni, Bellatrix verrà confermata come aggiudicataria dell’ex Rsa. La società, inoltre, aveva reso noto che la gestione della struttura sarebbe andata a Cm service, che già si occupava della gestione della mensa della scuola primaria ed è già aggiudicataria del centro diurno per disabili collocato al secondo piano della primaria. L’ex vicesindaco Moreno Riva ha sottolineato che quando Cm service aveva preso la gestione della mensa aveva confermato il personale già al lavoro, tutto del paese.
«La struttura è chiusa da quattro anni e abbiamo contattato 15 ditte per tentare altre soluzioni – ha spiegato il sindaco –. Ora c’è un bel progetto e il Comune può vigilare. Ha dimostrato di volerlo fare anche con la clausola di fideiussione di 50mila euro per garantire determinate condizioni poste all’interno del bando. Abbiamo privilegiato i servizi rispetto al puro e semplice incasso». Bonatto, a sua volta, ha presentato un documento con cui ha ribadito la sua contrarietà d’accordo con Costa, facendo riferimento al coinvolgimento di Cm service nell’inchiesta sull’Asl/To4: «Vigileremo. Abbiamo lottato contro la vendita e abbiamo raccolto le firme. Con la vendita non sarà più possibile la vigilanza degli organismi locali». Coppo ha replicato che la raccolta firme, per essere valida, doveva essere normata, altrimenti è «una presa in giro verso i cittadini. Solo una persona si era recata in municipio per firmare e non era residente in paese». Bonatto ha replicato che le firme raccolte in realtà sono numerose, ma non saranno consegnate.
