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Ноябрь
2025

Mai dire “Gesù bambino” alla recita di Natale: censura woke in una scuola elementare della rossa Toscana

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“Quanto accaduto alla scuola primaria di Magliano in Toscana è inaccettabile. Apprendo dalla stampa locale che la dirigente dell’Istituto Comprensivo ”G. Civinini” di Albinia avrebbe autorizzato la modifica del canto natalizio ”Jingle Bells’‘, eliminando il nome di Gesù per non ”urtare sensibilità”. Una scelta che non può passare sotto silenzio”. La denuncia arriva dal deputato grossetano di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi ed è sulla scia della polemica sollevata da un gruppo di genitori.

Bambino Gesù in Jingle Bells? Troppo cattolico

”Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di annacquare la nostra identità in nome di un’idea distorta di inclusione – afferma Rossi. – Non si educa al rispetto cancellando la propria cultura, né si tutela la laicità censurando ciò che dà origine alla tradizione natalizia. Il Natale esiste perché celebra la nascita di Gesù: rimuoverlo dai canti dei bambini non ha alcuna logica, né sul piano culturale né su quello educativo. Direi che siamo di fronte a un abuso di autorità da parte della dirigente scolastica, che impone la cultura del niente rispetto alla cultura, alla storia e alla religione dello Stato che tra l’altro le paga lo stipendio”.

La denuncia di Rossi (FdI): non è il primo caso in Maremma

”Purtroppo, non è il primo caso che accade in Maremma – commenta il deputato grossetano di FdI – Da anni assistiamo a derive che cercano di annullare le nostre radici con invenzioni fantasiose come la ”Festa d’inverno” o altro. Questo non è includere: è privare ai bambini di sapere cosa festeggiano e cosa festeggiavano i loro padri e i loro nonni. È far credere ai bambini che per convivere con gli altri bisogna cancellare la propria identità”. ”Difendere il Santo Natale non significa imporre una fede, ma tutelare la verità storica, religiosa e culturale che ha plasmato la nostra civiltà. Una comunità che smette di riconoscersi perde il senso di sé e diventa fragile. Mi auguro che si torni al buon senso e al rispetto della nostra storia, delle nostre radici e tradizioni. I bambini meritano verità, non censure ideologiche”, conclude Fabrizio Rossi.

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