La Stampa, ma chi è stato? A sinistra non ce la fanno a dire che sono compagni. Meglio dare dei fascisti ai centri sociali
Aggressione gravissima, una minaccia alla democrazia e alla libertà dell’informazione. L’assalto alla sede della Stampa a Torino da parte di antagonisti e centri sociali al grido di Palestina libera, con annesso lancio di letame e scritte del tipo “Giornalista ti uccido”, ha generato un coro di solidarietà e di condanne. A partire dalla denuncia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni, che ha telefonato personalmente al direttore Andrea Malaguti.
La Stampa, una delegazione di FdI visita la sede in segno di solidarietà
Denunce trasversali ai partiti: da FdI al Pd da Forza Italia ai 5Stelle. A sinistra però nessuno riesce a pronunciare una parola sugli aggressori, scava a scava sono neofascisti mascherati. Ma andiamo per ordine. Una delegazione di Fratelli d’Italia, guidata dai capigruppo di Camera e Senato, Bignami e Malan, farà visita alla redazione del quotidiano torinese in segno di solidarietà ai giornalisti. “Dopo – si legge nel comunicato – la gravissima aggressione subita ieri ad opera di estremisti pro-Pal legati al mondo dei centri sociali”. La matrice è chiara: il blitz si riconduce al clima di questi giorni che ha visto la rete dell’estrema sinistra (pro Pal, centri sociali e antagonisti) manifestare animatamente a difesa dell’imam della moschea di Torino espulso dal Viminale per il suo profilo pro Hamas di predicatore di odio antisemita. Lasciato il corteo principale di solidarietà un gruppo di pro Pal si è diretto alla sede del quotidiano semideserta per lo sciopero dei giornalisti. Hanno lanciato letame oltre le cancellate e scritto sui muri “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”.
A sinistra nessuno parla degli aggressori, non si può dire che sono pro Pal
Eppure a sinistra, partiti e sindacati, tutti si guardano bene dal pronunciare una sola parola sull’identità degli aggressori. Insomma non si può dire. A partire da Schlein che esprime solidarietà al direttore, alle giornaliste e ai giornalisti e a tutti i dipendenti per “l’inqualificabile episodio dell’irruzione avvenuta nella sede del quotidiano torinese al termine di una manifestazione”. Una manifestazione ma non si dice quale. Ma chi è entrato, chi ha lanciato letame e minacciato di morte i giornalisti? Babbo Natale? Per Giuseppe Conte sono genericamente ‘vandali. “L’atto vandalico rivolto al giornale è un atto vile ed inqualificabile”. Perfino il Cdr del giornale aggredito non riesce a pronunciare la parola ‘pro Pal’. “Comitato di Redazione de La Stampa condanna con forza l’irruzione di un centinaio di manifestanti all’interno della redazione centrale del nostro giornale in via Lugaro a Torino”. Manifestanti. Quando la matrice è di estrema sinistra sono genericamente ‘militanti’, un po’ come le ‘sedicenti’ Brigate Rosse.
Per Bonelli scava scava sono gli stessi dell’assalto alla Cgil
Ma c’è di peggio: qualcuno indirettamente sembra puntare l’indice contro la destra, ossessionato dal governo Meloni, oppure azzarda una complicità delle forze dell’ordine che non avrebbero impedito l’aggressione. Angelo Bonelli in un lungo comunicato non solo si preoccupa di difendere la causa palestinese “sporcata” dai compagni che sbagliano ma arrangia la tesi della matrice nera. “Chi compie simili azioni non sta sostenendo il popolo palestinese”. Poi la chicca finale: “Non c’è alcuna differenza tra l’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021, ad opera di esponenti neofascisti, e quello di ieri alla redazione de La Stampa. Entrambi hanno attaccato con la violenza principi fondamentali della nostra democrazia”. Quindi la matrice è la stessa dell’attacco alla Cgil? Insomma scava scava vuoi vedere che gli incappucciati che hanno devastato la sede de la Stampa sono neo fascisti?
Cuperlo: la matrice è la stessa degli squadristi fascisti
Non è da meno Gianni Cuperlo, raffinato parlamentare dem. “C’è un tempo anche in Italia in cui squadristi armati di bastoni, spranghe e una buona dose di vigliaccheria assaltavano le redazioni dei giornali sfasciando quel che potevano. Erano fascisti. Culturalmente la stessa radice con gli stessi metodi degli squadristi che ieri hanno assaltato la sede de La Stampa a Torino”. Stessa radice: cosa non si fa pur di non pronunciare il nome degli assalitori. Semplificando potremmo chiamarli ‘comunisti’…
Fratoianni insegue la pista del Viminale, colpa degli agenti?
Nicola Fratoianni segue la pista del Viminale che, udite udite, dovrebbe dare spiegazioni. Ecco scoperto il responsabile dell’aggressione. “Stupisce infatti che le forze dell’ordine, negli ultimi tempi sempre solerti nei confronti dei manifestanti, anche quelli più pacifici, non abbiano impedito l’assalto alla sede del quotidiano torinese”, dice dopo l’appello a fermare la spirale di violenza (che in questo caso non ha colore) e aver citato, proprio come il compare Bonelli, l’assalto alla sede nazionale della Cgil compiuto qualche anno fa. Per la cronaca Fratelli d’Italia all’epoca con una delegazione ai massimi livelli andò alla sede del sindacato guidato da Landini per esprimere, de visu, solidarietà. Senza avere paura di pronunciare il nome degli aggressori. Forse è la sinistra a non aver fatto i conti con il passato.
L'articolo La Stampa, ma chi è stato? A sinistra non ce la fanno a dire che sono compagni. Meglio dare dei fascisti ai centri sociali sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
