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Декабрь
2025

Il debito è enorme, il Comune fa crac: dichiarato il dissesto

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/ zavattarello

Il Consiglio comunale ha preso atto del dissesto finanziario del Comune dopo che la Corte dei Conti aveva rigettato il ricorso presentato dal Comune, guidato dal sindaco Mauro Colombini, contro il precedente diniego al piano di riequilibrio finanziario. Sul municipio dell’alta Val Tidone pesa un debito pari ad oltre un milione e mezzo di euro. Il dissesto finanziario approvato dal Comune è una procedura straordinaria prevista dalla legge per rimettere ordine nei conti quando gli squilibri non sono più gestibili con gli strumenti ordinari. A Zavattarello non è un fatto improvviso: è il punto di arrivo di una crisi maturata in oltre vent’anni, già evidente tra fine anni Novanta e primi Duemila con cassa debole, spese superiori agli incassi e ricorso ai mutui. Nel tempo si è fatto sempre più ricorso all’anticipazione di tesoreria e sono aumentati i pagamenti rinviati e i residui. Con la contabilità armonizzata, dopo il 2015, regole più severe su accantonamenti e fondi vincolati hanno reso visibili passività già esistenti; dal 2019 in poi sono emersi risultati negativi e un disavanzo più chiaro perché sono stati registrati debiti e obblighi del passato. «Negli ultimi anni si è tentato di evitare il dissesto con percorsi di rientro non consolidati - spiega il sindaco Colombini -. Si è aperto anche il confronto sulla Rsa: la vendita avrebbe portato liquidità immediata, ma la comunità ha chiesto di salvaguardare la struttura; l’amministrazione ha quindi lavorato sull’affidamento in gestione del ramo Rsa–Cdi». Con il dissesto il Comune continua a funzionare: restano in carica sindaco, giunta e consiglio comunale, che proseguono la gestione ordinaria e dei servizi, mentre i debiti del passato vengono gestiti con una procedura straordinaria e controlli più rigidi. «In passato per ogni euro impegnato se ne pagavano 0,85 e così si faceva debito - spiega il sindaco Colombini -. Nel primo anno di mandato, per ogni 1 euro di nuovi impegni abbiamo pagato complessivamente 13 euro, saldando anche arretrati e debiti. Abbiamo ridotto il debito del 25% in un anno, ma per ripartire davvero da zero serve il dissesto, che può diventare un’opportunità: mette ordine, separa il vecchio dal nuovo e permette di ripartire su basi sostenibili, a tutela delle nuove generazioni». —




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