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“L’idea che io abbia fatto sesso per lavorare è completamente falsa. Non ho visto Signorini una seconda volta. Andare a cena con una persona non significa accettare violenza”: parla Antonio Medugno

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“Al Grande Fratello sono entrato dopo avere passato una notte con una delle ex partecipanti al Grande Fratello di quell’anno”: Antonio Medugno torna a parlare su Instagram dopo il video pubblicato ieri 31 dicembre nel quale spiegava come mai abbia deciso di denunciare Alfonso Signorini, ora indagato per violenza sessuale ed estorsione, dopo quattro anni.

E oggi il modello e titktoker napoletano che Fabrizio Corona ha definito il “caso zero” di quello che lui stesso ha definito “sistema Signorini”, racconta: “A lei – continua – raccontai del provino e del fatto che non mi avessero ammesso all’interno della Casa e che ci fossi rimasto male. Lei ne parla con Alfonso (Signorini, ndr). Non ho idea di cosa scatti nella testa di Alfonso ma lui subito dopo mi propone un secondo provino, stavolta da fare in videochiamata. Quindi io non lo vedo una seconda volta neanche per fare il provino. Di conseguenza io una cosa devo toglierla, una volta per tutte: l’idea che io abbia fatto sesso per lavorare è completamente falsa. Non c’è stato alcun secondo incontro (con Alfonso Signorini, ndr) e nel primo come sapete io ho rifiutato qualsiasi tipo di contatto fisico”.

Poi Medugno torna sulla questione della pubblicità che avrebbe ricevuto con questa storia dicendo che “se ne avesse voluta avrebbe parlato subito e fatto interviste, ospitate”. Ancora: “Questa storia non mi porta vantaggi. Mi espone, divide il pubblico, mi danneggia. Ho perso due contratti annuali importanti per questa situazione. Se parlo oggi è per mettere un punto di verità e difendere la mia dignità”. Poi il tiktoker aggiunge di voler precisare un’altra cosa che gli sta a cuore: “In questi giorni leggo commenti come ‘se ci sei andato a cena è colpa tua‘, ‘se erano regali allora ti stava bene‘, io oggi riesco a leggere questo tipo di pressione perché ho fatto un percorso psicologico, ho gli strumenti e una struttura che mi tutela ma mi fa riflettere su una cosa. Se questo tipo di colpevolizzazione venisse fatta a una persona più fragile, a qualcuno che non ha avuto supporto, a qualcuno che ha vissuto quella situazione con più paura e più confusione, potrebbe portarla davvero a pensare che la colpa sia sua. Questo è molto pericoloso, perché andare a cena con una persona, o accettare un invito, fidarsi, non significa acconsentire a nessun tipo di violenza”. E ancora: “Se nei miei panni ci fosse una ragazza, lasciarla da sola e colpevolizzarla in questo modo… Smettiamo di pensare che una persona debba reagire in modo perfetto per essere credibile“.

Intanto si sono delineati i contorni della difesa di Signorini, assistito da Daniela Missaglia – considerata unanimemente una fuoriclasse nel suo campo – e da Domenico Aiello che, intervistato dal Corriere della Sera, ci va giù durissimo definendo “balorda” la ricostruzione fatta fino ad ora.

L'articolo “L’idea che io abbia fatto sesso per lavorare è completamente falsa. Non ho visto Signorini una seconda volta. Andare a cena con una persona non significa accettare violenza”: parla Antonio Medugno proviene da Il Fatto Quotidiano.




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