Gennaio al Fraschini tre storie di donne tra passionalità fragilità e coraggio
PAVIA. La prima è Carmen, nell’opera di Bizet, gitana passionale e profondamente libera, che sfida le convenzioni e il destino; la seconda è Letizia, che incarna tre figure femminili: la suora, la sposa e la puttana. E infine ci sono le dodici donne dell’Empireo, chiamate come giurate in un tribunale dell’Inghilterra del Settecento. Un’opera lirica, una rassegna e uno spettacolo di prosa. Il mese di gennaio, nelle intenzioni di fondazione Fraschini, vuole rivolgere un’attenzione particolare alla condizione femminile, nelle sue diverse declinazioni e condizioni. «Proviamo a evidenziare un tema centrale nella società di oggi, anche alla luce dei continui accadimenti di cronaca – spiega il direttore generale Francesco Nardelli – Un tema sul quale è necessario non abbassare la guardia. Fragilità, forza e memoria sono, peraltro, anche i pilastri della rassegna Latroteatro che dallo scorso ottobre al 19 febbraio va in scena al cinetatro Politeama di Pavia».
La prima donna a calcare il palcoscenico di gennaio sarà però Carmen. Due sere, giovedì 15 e sabato 17 (sempre alle 20). La direzione è affidata a Sergio Alapont, spagnolo che ha studiato a Valencia, Madrid e Monaco di Baviera e ha collaborato con Semyon Bychkov, Antonio Pappano e Nicola Luisotti; la regia è di Stefano Vizioli. Carmen è un dramma lirico in quattro atti di Georges Bizet, su libretto di H. Meilhac e L. Halévy, tratto liberamente dal romanzo di Prosper Merimée. L’azione tutta incentrata sui temi di amor passionale e morte ha luogo a Siviglia, dove la bella e conturbante sigaraia Carmen fa stragi di cuori.
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Al politeama Il 29 gennaio (ore 20.30) il Teatro degli Incamminati porta in scena Letizia va alla guerra – La suora, la sposa e la puttana. Ovvero, tre donne, tre destini, un unico filo. Tra la Prima e la Seconda Guerra mondiale, tre Letizie vivono esperienze estreme, segnate dalla storia e dal dolore. Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, soli sul palco e accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo, cambiando voce, postura e dialetto con sorprendente precisione, interpretano oltre dieci personaggi con recitazione, musica dal vivo e dialetti regionali. Lo spettacolo è un’ode al coraggio femminile, al quotidiano eroismo e alla capacità di affrontare la vita con dignità, anche quando le circostanze sembrano insormontabili. Il teatro diventa qui strumento di memoria e di riscatto: raccontare le storie delle Letizie significa restituire voce a chi la storia ha cercato di dimenticare e offrire al pubblico uno specchio emotivo in cui riconoscersi.
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Venerdì 23 e sabato 24 (ore 20.30 e domenica alle 16, arriva a Pavia L’Empireo della grande drammaturga inglese Lucy Kirkwood. Ambientato a metà del Settecento nell’Inghilterra rurale, racconta la storia di una giuria di 12 donne convocate da un giudice che non può giustiziare per omicidio una ragazza perché si dichiara incinta. Da questo microcosmo femminile emergono le questioni fondamentali e intramontabili della vita delle donne di qualsiasi epoca. Primo tra tutti, il trattamento iniquo che la legge scritta dagli uomini esercita ancora oggi sulle donne e sul loro corpo. —
