Viadotto A4/A5, lavori da luglio per 2 anni Il bypass provvisorio a regime fino al 2028
Ivrea
Aperto il primo marzo 2025 come misura di emergenza indispensabile per allentare l’assedio dei mezzi pesanti nei paesi e fluidificare il traffico, il bypass autostradale sulla bretella Ivrea-Santhià continuerà a mettere alla prova la pazienza degli automobilisti almeno per i prossimi due anni. Per quanto la situazione sia oggettivamente migliorata rispetto all’anno che lo ha preceduto - con i newjersey in corrispondenza dei caselli di Albiano e Pavone a indirizzare i tir sulle provinciali e nei centri abitati dell’Eporediese, come volle la regolamentazione del traffico scattata il primo gennaio 2024 -, il bypass mostra a ogni periodo di forte traffico tutti i limiti di quello che è: una soluzione tampone e solo provvisoria in vigore finché non partiranno i lavori di rifacimento del viadotto Camolesa. Questi ultimi si concluderanno, se va bene, nell’estate del 2028. Intanto, anche i rientri di Capodanno si sono tradotti in lunghe attese in coda da parte dei turisti di ritorno verso casa, dai monti della Valle d’Aosta a Milano e Torino. Poteva andare peggio, certo, ma due-tre chilometri di coda anche nel primo pomeriggio del 6 gennaio hanno determinato puntualmente disagi e lamentele, non fosse altro che per una circolazione che tarda a essere normalizzata, a scapito dei collegamenti da e verso la Valle d’Aosta di cui ogni fine settimana fa le spese proprio il turismo montano.
Il rifacimento del viadotto Camolesa si trova in fase autorizzativa, come spiega Giovanni d’Agostino, direttore tecnico generale di Itp, concessionaria dell’Ivrea-Quincinetto subentrata ad Ativa a dicembre 2024, a cui fanno capo gli interventi del costo di 45 milioni di euro: a novembre il progetto è stato inviato al Ministero per la Valutazione d’impatto ambientale, «passaggio che allunga i tempi di quattro-cinque mesi che speravamo non fosse necessario, trattandosi di intervento su struttura esistente».
I lavori veri e propri, conferma poi D’Agostino, inizieranno secondo previsioni a luglio 2026 e riguarderanno entrambe i viadotti contemporaneamente, vale a dire le due direzioni. «Lo abbiamo deciso per metterci due anni, anziché quattro».
Intanto dalla Regione Piemonte l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi fa sapere di aver cercato di «sensibilizzare il Ministero sulla necessità di una soluzione intermedia», un po’ «come quella che da marzo ci garantisce una gestione dei flussi migliori». E «naturalmente attendiamo che la viabilità torni alla piena efficienza con i lavori dell’estate». A meno di novità, però, il bypass provvisorio resta l’unica soluzione praticabile fino al completamento del nuovo viadotto.
Dalla Valle d’Aosta, è l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Bertschy a fare il punto: «In Valle d’Aosta il rientro dalla vacanze natalizie non ha creato particolari problemi. Probabilmente c’è stata molta attenzione a diversificare giorno e orario della partenza». Tuttavia, per quanto riguarda la funzione del bypass, «non è misura sufficiente a smaltire il traffico del rientro domenicale e infatti non è questa la sua funzione». Il bypass «è stato realizzato per superare il blocco imposto al trasporto pesante e la forte limitazione del traffico leggero, ma è un’opera temporanea e non può essere la soluzione al problema. Per fortuna, la bellezza della Valle d’Aosta e la qualità della nostra offerta turistica, continuano ad attrarre numerosi turisti e i dati di questo inizio di stagione invernale lo dimostrano concretamente». L’attenzione ad arrivarne a capo quanto prima è massima, continua Bertschy: «La Valle d’Aosta è fortemente determinata a continuare a farsi sentire per superare le criticità presenti nel tratto dei viadotti Camolesa. Come Governo regionale siamo stati attori protagonisti della richiesta di realizzazione del bypass e siamo oggi politicamente presenti nel sostenere, nelle sedi opportune, la richiesta di completare l’iter autorizzativo per potere avviare la demolizione dei viadotti e la loro successiva ricostruzione». Nel recente incontro in Valle d’Aosta tra la giunta regionale valdostana e il presidente del Piemonte Cirio, «abbiamo parlato di questo argomento come della frana di Quincinetto, e condiviso la necessità di lavorare politicamente insieme per richiedere la massima attenzione a Ministeri e società autostradali. A fine novembre Itp ha presentato al Ministero dell’ambiente I'istanza per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione d’impatto ambientale come richiesto dal Ministero stesso, e lo ha comunicato al Ministero dei trasporti. Seguiremo con attenzione i tempi di risposta».
