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Berrettini: “Sono arrivato ad odiare il tennis. Movimenti nel team, ma non mi sbilancio”

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Matteo Berrettini è un’assoluta mina vagante nel tabellone dell’Australian Open 2026. Il sorteggio gli ha regalato una testa di serie del calibro di Alex de Minaur, ma visto il ‘The Hammer’ della Coppa Davis 2025 e il ‘Demon’ della United Cup 2026, viene da pensare che sia proprio il padrone di casa ad avere di più da perdere. Il romano, intanto, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista ai microfoni di ‘Rivista Undici’, partendo proprio dalla sua trasformazione quando veste la casacca dell’Italia.

Berrettini: “In tante cose sono migliorato. Il livello massimo …”

Sicuramente scatta qualcosa dentro di me in termini di stimoli e a livello di emozioni. Giocare per i miei compagni, rappresentando la mia nazione, per tutte le persone che stanno lì con il capitano in panchina, con i ragazzi che mi guardano, che mi incitano, è qualcosa che da sempre risveglia certe sensazioni e mi dà un’ulteriore spinta“.

Non solo, perché stuzzicato su recenti dichiarazioni relative all’evoluzione del suo tennis, ha specificato: Intendevo che, fortunatamente (sorride, ndr), divento più “saggio”: tutte le partite, tutti gli allenamenti che ho fatto mi hanno aiutato. Secondo me, in tante cose, sono migliorato… dalla gestione dei match a quella delle emozioni, fino alle scelte o i dettagli tecnici. Non posso ignorare il fatto che questo sia uno sport in cui ci sia bisogno di continuità, e per questo, il livello massimo arriverà quando riuscirò a giocare un bel numero di partite di fila“.

Gli obiettivi per il 2026 e i movimenti nel team

E sugli obiettivi per il 2026 ha ribadito di non porsi alcun ‘paletto’: Non mi sento di dire nulla per quanto riguarda gli obiettivi, non perché non ci pensi o mi voglia nascondere. Sono in un momento della carriera in cui ho capito che la cosa più importante è stare bene a 360°, una volta trovata quella stabilità, l’equilibrio e la voglia di fare quello che faccio con il sorriso sulle labbra, potrò raggiungere risultati importanti. Devo pensare a questo ancor prima di focalizzarmi sul resto e sul campo“.

Quanto agli eventuali nuovi ingressi nel team, Matteo Berrettini ha rivelato: Per quanto riguarda il team ci sono dei movimenti ma, attualmente, non mi sbilancio. Sia io che Alessandro Bega, il mio allenatore, come ho sempre detto, siamo aperti ad eventuali aggiunte. A breve vedremo che succederà”.

Berrettini: “Normale arrivare ad odiare il tennis”

Infine la chiosa sui sentimenti che ha provato in passato nei confronti del tennis: Se sono arrivato ad odiare il tennis? Assolutamente. Credo che sia una cosa più che normale, soprattutto se pensiamo che ho quasi trent’anni e ho iniziato a giocare quando ne avevo sette, tutti i giorni: è una vita intera. Fino ad una certa età è stata la mia passione, quella che accompagnava le mie giornate, ma le persone non mi riconoscevano in quello che facevo”.

“Adesso, anche se decidessi di mettermi la giacca e una cravatta e andassi in un hotel sperduto nel mondo, probabilmente ci sarebbe qualcuno che mi direbbe “No, sei un tennista”. Il tennis fa parte del mio sangue ed è più che normale sentire quel rigetto. La cosa bella di cui mi sono accorto in questi mesi è che il mio sport, o comunque il contesto in cui mi ritrovo, mi rendono veramente vivo. È necessario saper calibrare al meglio il tutto per far sì che ci sia energia e non tristezza“.




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