A Ivrea addio a Grijuela, il Giacosa gremito per l’ultimo saluto all’ex sindaco
Ivrea
Dopo che le esequie sono state celebrate in forma privatissima, secondo le precise volontà del defunto, non poteva mancare il saluto della città, riunitasi nella sera di mercoledì 14 dicembre al teatro Giacosa di Ivrea, giorno nel quale è stato indetto il lutto cittadino, per onorare il ricordo di Fiorenzo Grijuela, sindacalista Olivetti, consigliere provinciale e capogruppo dei Ds fino al 1998, infine sindaco eporediese fino al 2008.
«Sapevi bene che non avremmo potuto lasciarti andare via in silenzio, senza ricordarti - apre la serata Francesco Giglio, segretario del Partito democratico locale, che ha organizzato l’incontro, rivolgendosi a un teatro pieno fino all’ultima poltrona -. Ciao Fiorenzo».
Dopo un primo momento di raccoglimento, aprire la lunga serie di ricordi del vecchio sindaco tocca all’attuale primo cittadino di Ivrea Matteo Chiantore: «In poco tempo abbiamo perso 3 grandi maestri in questa città - commenta -. Monsignor Bettazzi, l’ex sindaco Giovanni Maggia e ora anche Grijuela. Molti in lui trovarono una guida, sia nella persona che nel politico. Mi ritengo fortunato ad averlo conosciuto, anche se per meno tempo rispetto ad altri, perché mi ha insegnato principi che applico tutt’ora. Fu un sindaco non solo lungimirante e coerente, ma soprattutto benvoluto, anche dagli avversari. Nel 1998 prese sotto braccio una città ferita e disorientata, traghettandola con scelte forti e anche divisive verso il futuro. Sue furono le intuizioni sulla riconversione dell’area Montefibre, sul quale sorgerà il nuovo ospedale, o sul patrimonio Guelpa, che oggi permette la nascita del nuovo polo culturale».
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«Grazie Fiorenzo per avermi insegnato tutto quello che so della politica - si aggiunge Andrea Benedino, che fu assessore e presidente del consiglio comunale nella giunta Grijuela -. Grazie per avermi mostrato con l’esempio che la politica non è una cosa sporca, ma può essere un’arte nobile».
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«Ricordo che Fiorenzo parcheggiava sempre al cimitero - racconta Alberto Avetta, oggi consigliere regionale del Pd, ma un tempo assessore nella giunta Grijuela -, questo per due motivi: perché amava camminare, e perché fare via Palestro a piedi gli garantiva una presenza fisica in città. Lasciò la politica in silenzio, sapendo che nessuno è indispensabile, sostenendo che la cosa peggiore per un ex sindaco è di essere rimpianto. Un esempio di generosità politica, lealtà verso la propria città e grande ironia».
Oltre alla figura politica, in molti ne ricordano anche l’impegno nelle lotte di fabbrica: «Portiamo il saluto come sindacato a un grande compagno della Cgil - afferma Federico Bellono, segretario generale della Cgil di Torino -. Per ragioni di età io Fiorenzo l’ho conosciuto di più nella fase politico amministrativa, ma molti ne ricordano l’esperienza sindacale in Olivetti, dove fu delegato della Fiom negli anni ’70. Una presenza che lasciò un segno, visibile anche dai tanti ex lavoratori Olivetti venuti a rendergli omaggio».
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Non mancano gli omaggi della politica regionale, con l’ex presidente della Provincia di Torino Mercedes Bresso che lo ha definito: «Il miglior capogruppo di maggioranza che abbia mai avuto», e l’attuale capogruppo del Pd in regione Piemonte Gianna Pentenero, che ne ha sottolineato «la consapevolezza del ruolo e la necessità di esercitarlo fino in fondo, anche quando era faticoso».
Infine la serata si chiude sulle note della commozione. Prima con il ricordo della nipote Chiara Barresi, che ha ringraziato i tanti venuti a rendere omaggio al nonno Fiorenzo: «Seguendo le sue volontà, abbiamo voluto mantenere nell’ambito familiare il suo profilo intimo e privato, lasciando viceversa il compito di celebrare la sua figura pubblica, meglio di come avremmo fatto noi, a coloro i quali hanno condiviso la sua passione politica».
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Sulle note di sottofondo di Bella ciao ad accompagnare l’ultimo saluto all’ex sindaco della città, la sala si è lentamente alzata e la serata si è infine conclusa.
