Australian Open, Swiatek: “Se avessi sei mesi liberi imparerei più variazioni”
A Iga Swiatek manca solo l’Australian Open per completare il Grande Slam. Dopo le semifinali raggiunte nel 2022 e nel 2025, la 24enne polacca vorrà sicuramente spingersi oltre in questa edizione 2026 del primo Major stagionale. Sebbene non ci arrivi con il serbatoio traboccante di fiducia, a causa delle sconfitte patite in United Cup contro Coco Gauff e Belinda Bencic, la numero 2 del mondo ha detto di aver ottenuto comunque “molta energia” dalla vittoria della Polonia nel torneo australiano a squadre. Queste parole sono state pronunciate da Swiatek nella consueta conferenza stampa pre-torneo. Di seguito, vi proponiamo quindi un estratto delle sue dichiarazioni.
D: Sapendo che Osaka e Rybakina potrebbero essere sulla tua strada nel tabellone, hai modificato la tua strategia in vista della prima settimana?
Iga Swiatek: “Non sto guardando il tabellone, quindi grazie per l’avvertimento (ironica, ndr). Per favore, non rovinatemi la sorpresa. Voglio scoprire la mia avversaria successiva dopo ogni partita. Quindi, in risposta alla tua domanda, no, perché non lo sapevo”.
D: Quanto influisce il Grande Slam sui tuoi obiettivi, sul tuo modo di pensare? Ci stavi pensando mentre eri sull’aereo che ti portava qui?
Iga Swiatek: “Penso che voi ragazzi ci stiate riflettendo più [di me]. Lo capisco. È dall’inizio dell’anno che ci sono molte persone che vengono da me e me ne parlano. Io mi sto concentrando solo sul lavoro quotidiano. È sempre stato così per me. È così che sono riuscita a raggiungere il successo che ho già ottenuto, concentrandomi solo sul duro lavoro, partita dopo partita. Vincere uno Slam è difficile. Ci vogliono molte cose insieme per riuscirci. Non ho aspettative. Ovviamente sarebbe un sogno che si avvera [realizzare il Grande Slam]. Non è il mio obiettivo principale, quello per cui mi sveglio la mattina. Penso più a come voglio giocare, a cosa voglio migliorare giorno dopo giorno”.
D: Come descriveresti il tuo stile di gioco attuale in termini di equilibrio tra aggressività e varietà?
Iga Swiatek: “Penso di saper fare entrambe le cose. Nella maggior parte delle partite, però, conta solo la qualità che ci metti. Ci sono giorni in cui mi sento un muro in difesa e potrei rispondere a tutti i colpi, ma magari poi ne sbaglio di facili. O il contrario. Nel tennis mi viene difficile descrivermi come sono in generale, perché a volte cambio da un giorno all’altro. Bisogna adattarsi ed essere sempre pronti. Non voglio che mi si definisca come una giocatrice offensiva o difensiva. Se si vuole essere al top bisogna possedere entrambe le qualità. Penso di avere ancora del potenziale inespresso se penso alle variazioni. Potrei usare di più lo slice o andare a rete molto, molto di più. Lo sto già facendo, ma a volte sono ancora un po’ arrugginita o tendo a utilizzare più i miei schemi invece di cercare qualcosa di nuovo”.
“Di sicuro Wim (Fissette, il suo allenatore, ndr) mi incoraggia a farlo. D’altra parte, non è che abbiamo sempre tempo per allenarci su queste cose. Quindi, non sono nemmeno così sicura di doverle utilizzare in partita perché, di solito, tra un torneo e l’altro si lavora solo su qualcosa che non ha funzionato nel proprio gioco di base. Nella pre-season si ha tempo per provare cose nuove. Ma sono solo tre settimane, almeno per me. È un argomento delicato. Penso che, se avessi sei mesi di pausa, imparerei davvero molto. Ma dato che devo sempre prepararmi per un torneo, mi accontento di quello che ho e cerco di migliorarlo il più possibile settimana dopo settimana”.
D: Come hai vissuto e come valuti la tua esperienza in United Cup? Dev’essere stata una bella emozione vincere il titolo. Allo stesso tempo, pensi che avresti potuto fare di più a livello personale?
Iga Swiatek: “Sicuramente perdere i singolari non è mai una bella sensazione. In passato ho anche partecipato alla United Cup vincendo tutti i singolari, ma poi abbiamo perso. Ho cercato semplicemente di godermi il momento e di essere felice per il titolo, perché alla fine si tratta di un evento a squadre.
“Inoltre, ciò che è successo fuori dal campo, con una buona atmosfera e un buon rapporto tra i giocatori, è una parte importante di tutto questo. Mi sono detta che forse avrei potuto contribuire un po’ a questo se non avessi ottenuto punti giocando a tennis. Quindi, sì, ne sono stata davvero felice. Mi sono divertita molto. L’ultima volta che mi sono divertita così tanto dopo una vittoria è stata dopo Wimbledon. Penso che sia un risultato fantastico per il tennis polacco. Spero che verrà ricordato”.
[…] “Le partite a Sydney non sono state proprio delle più facili. Non è stato un inizio semplice. Penso di dover ancora lavorare su alcune cose. Potrei giocare meglio. Allo stesso tempo, nel complesso credo che sarà anche una questione di mentalità e spero che andrà bene se riuscirò a scendere in campo divertendomi, dando quell’energia in più – quel qualcosa che non riesco a descrivere -, portando intensità ed essendo presente in ogni punto senza preoccuparmi se commetterò degli errori o se qualcosa non funzionerà. Lì dovrò solo andare avanti e cercare di spingere. Sto ancora lavorando su tutte queste cose. Non direi quindi di aver giocato le mie migliori partite a Sydney”.
