“Nick Reiner era sotto tutela giudiziaria per problemi di salute mentale quando ha ucciso il padre e la madre”: la strategia degli avvocati difensori
Colpo di scena. La scoperta che Nick Reiner fosse sotto tutela giudiziaria per problemi di salute mentale potrebbe risultare determinante nella strategia difensiva del figlio minore del regista americano Rob Reiner e della fotografa Michele Singer. Il giovane è accusato di duplice omicidio di primo grado con “circostanze aggravanti”, commesso il 14 dicembre scorso nella residenza familiare a Los Angeles.
La famiglia di Reiner, tra cui i fratelli Jake e Romy e la sorella adottiva Tracy, ha scelto finora di non commentare la questione della tutela. Il procuratore distrettuale Nathan Hochman ha dichiarato che intende discutere con i familiari eventuali indicazioni sulla pena, sottolineando come la famiglia abbia già chiarito la propria contrarietà alla pena di morte
La tutela, come riportato originariamente dal New York Times, non è stata rinnovata cinque anni fa. Era supervisionata dal fiduciario autorizzato Steven Baer, che potrebbe comparire come testimone durante il processo. Baer ha commentato in termini generali, definendo i problemi psicologici come “un’epidemia ampiamente fraintesa” e descrivendo il caso come “una tragedia orribile”.
Fonti legali confermano che Reiner è stato sottoposto a questa tutela tra il 2020 e il 2021. A differenza delle forme più comuni, come quella che ha riguardato Britney Spears, che riguardavano prevalentemente la gestione finanziaria e dell’autonomia personale, la tutela medica di Reiner era volta principalmente al trattamento sanitario, alla somministrazione di farmaci e alla gestione delle terapie. Il 32enne Reiner ha una lunga storia di dipendenze e problemi di salute mentale.
Negli ultimi anni, il regista Rob Reiner aveva pubblicamente espresso rimpianto per l’approccio “troppo morbido” seguito nella gestione dei disturbi del figlio. La tutela giudiziaria potrebbe quindi costituire un elemento chiave nella strategia difensiva, eventualmente basata su questioni di incapacità mentale.
“La tutela aggiunge un nuovo livello alla comprensione delle difficoltà di Reiner e alla sua difesa – ha dichiarato una fonte vicina al caso giudiziario alla stampa Usa-. Potrebbe facilitare il lavoro degli avvocati se si decidesse di puntare su una strategia legata a problemi mentali“.
Dopo il ritiro del precedente avvocato Alan Jackson, l’Ufficio del Difensore Pubblico della Contea di Los Angeles ha preso in carico la difesa, ora affidata all’avvocata Kimberly Greene. Nick Reiner, detenuto nella prigione di Los Angeles ma non più sotto sorveglianza per rischio suicidio, dovrebbe comparire nuovamente in aula il 23 febbraio davanti alla giudice Theresa McGonigle, quando è previsto che formalizzi il suo eventuale ricorso o dichiarazione.
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