La nuova analisi: Chiara Poggi vide le foto porno sul pc di Stasi la sera prima di essere uccisa
Garlasco. Chiara Poggi aprì e visionò «con assoluta certezza» la cartella con le foto pornografiche sul computer di Alberto Stasi la sera prima di essere uccisa. È la conclusione dei periti informatici della famiglia Poggi, Paolo Reale, Fabio Falleti e Nanni Bassetti, che con nuovi software hanno riesaminato i dati degli accessi al computer di Stasi (condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio) la sera del 12 agosto 2007, ricreando virtualmente il pc. Una conclusione che i legali della famiglia della vittima chiedono di poter discutere attraverso un incidente probatorio, una perizia super partes, come già fatto con l’analisi genetica sulla spazzatura.
Ipotesi movente
Gli avvocati dei genitori e del fratello della vittima, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, spiegano perché hanno deciso di far esaminare ancora il computer di Stasi, che era stato già al centro di approfondimenti nel corso delle indagini di 18 anni fa. Nel processo a Stasi si ipotizzò, come movente dell’omicidio, che Chiara Poggi vide alcune cartelle dove il fidanzato aveva scaricato foto pornografiche e che proprio questo fece scoppiare una lite, ma i periti del primo giudice Stefano Vitelli, Daniele Occhetti e Roberto Porta, in alcune recenti interviste hanno escluso che Chiara quella sera, tra le 22.09 e le 22.14, aprì quei file, limitandosi solo a correggere la tesi di laurea del fidanzato. Legali e consulenti dei Poggi hanno un’altra idea.
«Facciamo chiarezza»
«Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale ad una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi. Come abbiamo più volte denunciato si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione – si legge nella nota degli avvocati Tizzoni e Compagna –. Per questo motivo abbiamo ritenuto di fare chiarezza anche sulle false notizie diffuse in questi mesi sollecitando un ulteriore approfondimento informatico, dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati - per genere - i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca».
chiara resta sola in casa
La sera prima del delitto Chiara Poggi e Alberto Stasi sono in casa a mangiare la pizza quando comincia a piovere. Stasi esce per mettere al riparo il cane nel box, un lasso di tempo in cui Chiara si mette a curiosare sul computer del fidanzato. Dopo pochi minuti lui torna, poi esce ancora verso l’una di notte, quando l’allarme di casa registra tre inserimenti e altrettanti spegnimenti. Durante l’assenza di Stasi il consulente dei Poggi, Paolo Reale, nella sua relazione sul pc del 2009 annotò l’inserimento di una chiavetta Usb di Chiara Poggi nel pc di Stasi alle 21.59, «chiavetta usata per copiare le foto di Londra. Successivamente sono state effettuate visualizzazioni di immagini fino alle 22.10 circa». Ma cosa vide Chiara? Secondo i consulenti aprì la cartella denominata “militare” che era sul computer di Stasi, contenuta a sua volta in una cartella anonima che presentava anche immagini di soldati, aerei e carriarmati, e visualizzò l’anteprima di alcune delle numerose immagini pornografiche che l’allora fidanzato aveva catalogato nel computer: 7064 foto e 542 filmati a sfondo pornografico. Un dato che «qualora la procura di Pavia lo riterrà opportuno potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante incidente probatorio, come già successo per l’Estathè risultato riferibile a Stasi. Da parte nostra continueremo ad approfondire ogni elemento utile ad una ricostruzione dettagliata dei fatti, nell’interesse della verità e della giustizia».
