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Cesc Rosecas

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É passato tanto tempo dal mio ultimo post e qualche mese dall’ultimo video sul nostro canale YouTube. Come probabilmente ormai sapete, sia gli scritti che i video, sono gli unici mezzi che avevo per sputare il veleno che questi mi fanno mangiare ogni giorno. Quindi, quando ho bisogno di sfogarmi, al posto di spendere 90 euro in analisi, butto giù parole.

Prima di andare nel vivo del post, credo che si debba sempre partire da una base imprescindibile del mio pensiero, ovvero il contesto nel quale questa Elliottese opera. Solo per farvi un esempio, mettete la testa dieci secondi all’undici iniziale di Como. Un portiere che, questi mentecatti, avrebbero svenduto lo scorso giugno, dopo avergli fatto un’offerta di rinnovo e poi rimodulata al ribasso. Ridicoli. Ancora oggi, sono lì a trattare sui centesimi, da buoni micragnosi. Due giocatori sulle fasce dei quali, Pino l’hanno mandato in giro per mezza Italia per provare a sbolognarlo, inserendolo in qualsiasi operazione di “scambio”. L’altro é un ragazzone che nella stagione scorsa ha fatto la spola tra la serie C e la serie A che è diventato titolare, giustamente, al posto di uno che é stato acquistato per sostituire Theo (miglior terzino sinistro del Mondo, per me)  ma che neanche la famiglia se lo portrebbe a casa per una manciata di vecchi sucres ecuadoriani. Un centrale che era stato spedito al Villareal, perché uno dei precedenti allenatori, loro sodale, non lo riteneva utile al suo sui-gioco. Oltre ad altri due centrali che ad ogni cosa buona fatta, ne contiamo dieci sbagliate (almeno). Un centrocampista, divino, unico, bello, fortissimo ma che ha 40 anni, uno che é stato pagato oltre 20 milioni e fatica a stare in piedi, ed infine, l’ultimo, che non avrebbero nemmeno preso, se non ci fosse stata la sconfitta con la Cremonese, perché il genio della malefatta Furlani, a richiesta dell’allenatore, voleva chiudere per Fabbian (che spettacolo Busardó al lavoro). Là davanti, Leao che é tutto, tranne una punta centrale, anche se si sta disimpegnando discretamente e Nkunku che é stato pagato quaranta, 40, quattro zero, milioni di euro e l’allenatore nemmeno sapeva dove posizionarlo in campo (oltre a non volerlo nemmeno). Tralascio di parlare della panchina perché si scorpirebbero nomi di gente presa dalla strada il pomeriggio della partita. Questo é il contesto. Innegabile, impresentabile e inverecondo. Questo é il “lavoro” che questa gente in società è riuscita a mettere in piedi in questi anni, come sempre, solo, per loro interesse economico, puntando ad una qualificazione in Champions tranquilla (per loro).

Questa é la base dalla quale ogni giudizio deve partire perché, di fronte a questa cosa, essere secondi in classifica a 3 punti dai pentacampioni di Champions é, per me, un miracolo. Questa squadra, con questa societá alle spalle, con un proprietario che non si vede da un anno, con interessi sportivi pari allo zero periodico, se fosse allenata da uno alla Fabregas, che va tanto di moda nei salotti della filosofia pallonara, oggi sarebbe, almeno, a 10/15 punti dalla vetta. Del resto sarebbe nella sua posizione consona, per rosa e per “ambizione”, secondo i classici standard elliottiani. Questa squadra sarebbe nella attuale posizione di classifica solo con Allegri, Ancelotti, Conte, Nicola o Sarri in panchina. In rigoroso ordine alfabetico. Eh si, perché belli o brutti da vedere, quando ci sono certi disastri nella costruzione della rosa, quando c’è un distacco enorme tra gli uffici della società e lo spogliatoio, soltanto coloro che sanno adattarsi al materiale umano, e lo sanno allenare anche a livello basico, possono fare un miracolo del genere. Già uno come Conte, che questa gente l’ha schifata, avrebbe iniziato a “scaldarsi”. Nonostante la mia totale disaffezione per questa societá, che mi ha tolto la forza di esultare e di vivere le partite con pathos, se c’é, oggi, un minimo di competitivitá lo si deve al gruppo costruito da Allegri, Landucci, Dolcetti, Magnanelli, Corradi, Trombetta, Folletti e Filippi (cercate sul web l’allenamento apposito che fa fare a Maignan sui tiri ravvicinati, la doppia parata di Como nasce da lì, è frutto di specifici esercizi). Uno staff di professionisti che non “inventa” calcio ma che lo rispetta. Punto.

Hanno fatto le cose semplici e hanno ridato una quadra ad una squadra (scusate il gioco di parole) costruita da cani e gestita peggio. Sono risultatista perchè appoggio i risultati di questo allenatore, come dice Cesc? Sti cazzi. Lo sport é competizione ed assegna punti alle vittorie, nel calcio assegna punti anche ai pareggi, guarda un pò. Pertanto, se partecipi ad una competizione sportiva, devi vincere o conquistare più punti possibili per vincere. Se rimani nell’ambito della legalità, qualsiasi modo va bene. Con un tiro o con cento tiri? Con 30 passaggi o 700 passaggi? A me poco importa, fino a quando nel calcio non introdurranno il premio della critica, come a Sanremo. Il Milan di Allegri é brutto da vedere e non diverte (de gustibus) ma ha restituito un senso di competitivitá alla squadra, intesa come gruppo di lavoro di Milanello. Ribadisco, che io non considero quei cessi in societá. Su di loro ho detto, scritto abbastanza e continuerò a pensarla cosi. Questa squadra è un gruppo unito, che rispetta l’allenatore e le gerarchie, che sta seguendo i suoi dettami e che sta provando ad isolarsi dal contesto ridicolo, mediocre e vergognoso della società. Questa squadra finirà quinta, sesta o decima? Sará giusto lamentarsi, dopo aver, peró, analizzato tutta la premessa di questo post ma, oggi, pensare che Allegri sia un “antico” paraculo è pura filosofia che attacca a prescindere l’allenatore come se nella nostra storia non fosse mai esistito Nereo Rocco, per citare un nome. Filosofia, proprio come quella di Fabregas che frigna ai microfoni perchè, a fare i fenomeni in conferenza stampa si è tutti bravi, ma poi perdere le partite rode a tutti (eh si). Inutile fare l’Omero del calcio o il cantore delle gesta di Eupalla, sottolineando che preferisci perdere giocando a tuo modo e non adattarti all’avversario, se poi frigni. Hai perso 1-3, giocando come volevi tu, dominando il gioco come volevi tu, allargando il campo come volevi tu, sii contento e guarda avanti, senza sottolineare inutilmente con quel sorrisino che in Italia conta il risultato. Perchè in Spagna? Perchè hanno esonerato Xabi Alonso? Forse perchè anche a Madrid, va bene giocare bene ma poi se non vinci, non va più bene. Come mai è stato esonerato Amorim? Considerando un contesto folle come il Manchester United. Come mai De Zerbi è a 10 punti dal PSG? Meglio uscire in semifinale di Champions facendo 6 gol e subendone 7, piuttosto che arrivare in finale, come i tuoi amici catalani l’anno scorso? Mio caro Fabregas, hai perso dalla Elliottese, renditi conto, caro fenomeno, dovresti rosicare il doppio. Hai perso da una squadra che non ha nè capo, nè coda. Ma…ha un allenatore che non ha bisogno di piacere, riesce a scopare anche senza prendersi i complimenti dei sapientoni alla Trevisani. C’era un altro, che due stagioni fa, pontificava e veniva adorato come il nuovo santone del calcio. Ebbene, a Torino se lo ricordano molto bene la stagione scorsa. Posto che, per quanto mi riguarda, ogni giudizio é lecito e rispettabile, pertanto spero che anche il mio venga trattato ugualmente. Io la penso (e l’ho sempre pensato) esattamente come Allegri, il calcio é veramente semplice e la differenza la fanno, la tecnica e il talento dei calciatori. Ho vinto dei campionati provinciali con allenatori che conoscevano solo il 442 classico e ho sfiorato la retrocessione in seconda categoria con un santone che professava il pressing totale, ammazzando il talento dei propri giocatori. Pertanto se hai Rabiot, Modric, Leao e Maignan e riesci a stare in partita, riesci a non fare errori gratuiti, concedendo il meno possibile sará molto probabile che, alla lunga, te la risolvano loro, con un guizzo.

Talento e tecnica

Vuoi fare schemi, possesso palla, pressing e via cosí? Senza il talento dei calciatori vai poco lontano, il gioco va supportato dagli attori. L’uscita in palleggio dalla difesa, falla con Nesta e Cafù o con Armero e Duarte, il risultato non sarà lo stesso, sebbene lo schema sia lo stesso. Lo schema sul calcio d’angolo del Como, che porta al vantaggio, è tanto bello quanto anch’esso figlio della fortuna. Perchè se Maignan esce, come avrebbe dovuto fare, non porta al gol. Quindi anche per il “bello”, serve la componente fortuna e qualche errore dell’avversario. Il divino, leggendario e maestoso Milan di Sacchi, sarebbe stato lo stesso senza il talento smisurato di Baresi, Maldini, Costacurta, Tassotti, Donadoni, Rijkaard, Van Basten e Gullit? Io ho sempre pensato di no. Il talento dei grandi giocatori fa e farà sempre la differenza, molto di più degli schemi e delle tattiche. Tra Van Basten e Sacchi, ahivoi, sceglierò sempre Van Basten, ma so che sono in buona compagnia. La storia post Milan di Sacchi è lì, su quei libri che leggono Adani & C., ma leggono solo le pagine che convengono a loro. Perchè, se il talento e la fantasia dei calciatori non contano, cito il mio mister “…Messi non varrebbe 250 milioni…”. Lo sport professionistico non puó prescindere dal risultato, il bello o il brutto, per me, è secondario. Se invece diventa dominante l’aspetto “bello”, per me, uno può scegliere di fare il critico culinario, quando il bello e buono servono sempre. Quanti si ricordano di Michael Johnson, campione mondiale ed olimpico dei 400 e dei 200, primatista del record per anni. Correva male ed era brutto da vedere ma sull’albo d’oro, guarda un pò, c’è scritto il suo nome e basta. Non c’è scritto, “ha vinto l’oro ma corre con il culo basso e non ha tecnica“. Questa Elliottese non vincerá lo scudetto, lo dico da luglio, sempre per la premessa iniziale, oltre ad una rosa costruita senza senso e cortissima negli uomini (abili) ma potrebbe diventare una discreta rompipalle per le vere contendenti. Inoltre, penso che possa finire a meno di venti punti dalla vetta (che è il lietmotiv delle ultime stagioni). Mi basta per riconciliarmi con la premiata ditta Elliott/RedBird? Assolutamente no. Maledetti.

Ma oggi, come a luglio, il mio mister Allegri é l’ancora piú sicura alla quale aggrapparmi per solleticare vecchi ricordi di esultanze e speranze di un’altra, vecchia squadra, ormai sparita e sepolta, con la maglia rossonera, che si chiama Milan.

FORZA MILAN

Johnson




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