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Rugby, Champions Cup: decisi gli accoppiamenti degli ottavi di finale

Con la conclusione della fase a gironi, la Champions Cup 2025-2026 compie il suo passaggio più solenne e irrevocabile: quello dall’attesa alla verità. Il torneo che rappresenta il vertice del rugby di club dell’Emisfero Nord — ormai arricchito in modo strutturale dalla presenza delle franchigie sudafricane — abbandona la dialettica del margine d’errore per entrare nel regno dell’eliminazione diretta, dove ogni partita diventa una prova morale prima ancora che tecnica. Da qui in avanti, il campo non concede appelli: avanzare o scomparire, in una liturgia sportiva che esalta la crudeltà e la grandezza della competizione.

Il tabellone degli ottavi di finale restituisce un mosaico affascinante, in cui tradizione e modernità si intrecciano senza soluzione di continuità. Bordeaux, prima testa di serie, incrocia il destino dei Leicester Tigers in un confronto che promette tensione e memoria storica, mentre Tolosa e Bristol si affrontano in una sfida dal sapore europeo classico, dove la profondità del gioco francese misurerà l’ambizione crescente del rugby inglese. Bath contro Saracens e Northampton contro Castres completano una parte alta del tabellone che appare come un concentrato di scuole, filosofie e identità rugbistiche difficilmente conciliabili, ma proprio per questo irresistibili.

Nella parte opposta del tabellone, il respiro della competizione si fa ancora più ampio. I Glasgow Warriors ospitano i Bulls in un duello che è anche metafora della globalizzazione del rugby d’élite, mentre Tolone e Stormers incarnano lo scontro tra potenza mediterranea e atletismo sudafricano, due modi differenti di intendere la fisicità e il controllo del gioco. Leinster, terza testa di serie e custode di una continuità quasi ideologica nel rendimento europeo, se la vedrà con Edimburgo, mentre Harlequins e Sale Sharks promettono una sfida tutta britannica, carica di ritmo e imprevedibilità.

Determinante, in questo contesto, sarà il fattore campo: le squadre con la testa di serie più bassa avranno infatti l’opportunità di disputare in casa non solo gli ottavi, ma anche i quarti di finale, un privilegio che può trasformarsi in un vantaggio psicologico decisivo. La Champions Cup entra così nella sua fase più nobile, quella in cui il talento deve convivere con il carattere, e la preparazione tecnica con la capacità di reggere il peso della storia. È qui che si forgiano le leggende, ed è qui che il rugby europeo rivela, senza filtri, la sua essenza più autentica.




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