Prezzi in crescita, la voce dei pavesi: «Per risparmiare si fa la spesa in più negozi»
PAVIA. Pochi argomenti mettono d’accordo gli italiani come le difficoltà legate al rincaro dei generi alimentari. Se l’inflazione colpisce vari prodotti, cibo e bevande la subiscono ancora di più e parlando con chi esce dai supermercati non si trovano persone che non ne abbiano percepito le conseguenze.
A caccia dell’offerta
«L’aumento dei costi è pesante e ce ne rendiamo conto sempre più spesso. Se entri a fare la spesa da qualche parte, anche prendendo poche cose, spendi sempre più del previsto», racconta Francesco. Insieme alla compagna, il ragazzo è stato costretto a cambiare le abitudini di spesa. «Se prima frequentavamo un solo negozio e compravamo tutto il necessario lì, ora la strategia è spezzare la spesa in diversi posti per approfittare delle offerte o dei prezzi diversi in base alle marche disponibili, è l’unico modo che abbiamo per reagire all’inflazione».
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I prodotti freschi sono quelli più menzionati dai consumatori che si lamentano dei prezzi aumentati. «Il latte è cresciuto di venti centesimi da un giorno all'altro e trovare il pane a meno di cinque euro al chilo ormai è difficile – dice la signora Patrizia –. Un tempo con 120 euro facevo spesa per due persone per una settimana, oggi con la stessa cifra e seguendo le offerte il carrello è mezzo vuoto».
Frutta e verdura meritano un capitolo a parte. «I prezzi che un tempo trovavi nei supermercati più costosi ora sono quelli dei discount – spiega Irene –. Un esempio? Le patate a due euro al chilo». Le fa eco una signora che, mentre carica un paio di buste in auto, racconta: «Ormai non si può più fare la spesa in un solo negozio, per certi prodotti devo per forza andare nei discount. Per la frutta e la verdura preferisco rivolgermi ai piccoli coltivatori locali, perché almeno posso fidarmi della qualità e i prezzi sono spesso più onesti».
Da soli è più dura
Se all’aumento dei costi dei generi alimentari si aggiungono altre spese come affitto e benzina, il quadro peggiora, soprattutto se non si condividono le uscite con nessuno. «Ho 34 anni e vivo da sola in città, per lavoro viaggio in auto e quelli sono costi aggiuntivi – racconta una ragazza –. Non parliamo di beni di lusso ma di spese obbligate per sopravvivere, mi preoccupa che i costi continuano a lievitare ed è una preoccupazione che tocca tutti i miei coetanei, ormai è diventato un argomento di conversazione».
