Ambesi: “Sinner non ha lasciato lo sci per il fisico. Medvedev ha capito che i primi 2 fanno un altro sport”
Seconda giornata di match agli Australian Open 2026. In scena ovviamente ancora il primo turno che andrà a completarsi domani. In casa azzurra sicuramente la notizia più bella è la vittoria di Francesco Maestrelli sul transalpino Atmane: il tennista italiano raggiunge il secondo turno dove sfiderà Novak Djokovic. Andiamo a leggere il commento di Massimiliano Ambesi.
Su Maestrelli: “Ho visto comunque un giocatore molto lucido, paziente, riflessivo: poteva anche crollare dopo il tie-break del terzo set, invece nel primo game del quarto è stato subito sul pezzo, e l’altro è impazzito. Atmane è uscito completamente di testa nei primi 4-5 game del quarto set, allucinanti, ma lui non si è fatto condizionare ed è andato dritto per la sua strada. È sicuramente un ragazzo preparato mentalmente”.
Bilancio italiano: “Prima della sua vittoria e lasciando da parte Jasmine Paolini, era decisamente asfittico tra qualificazioni e primo turno: tolta Paolini, eravamo 0-9 su set vinti”.
La multidisciplinarietà nello sport: “Dipende dal contesto e la possibilità, a volte anche economica, perché ci sono discipline con costi elevati. Cioè, tennis più sci non è facilmente sostenibile per la famiglia media, ma anche medio-alta. E quindi sai, la stessa Lara Gut-Behrami comunque metteva insieme pattinaggio di figura (che non viene via gratis) e sci. Per cui sì, multidisciplinarietà laddove possibile, in base a quello che il territorio mette a disposizione. Tennis-calcio mi pare una coppiata vincente. Io ho visto calciatori dedicarsi al beach volley e diventare subito forti, perché avevano una mobilità in campo nettamente superiore a chi arrivava dalla palestra. Ok, giocavano pallavolo, ma non c’era partita. È qualcosa che bisogna portare avanti. Il fatto che i Maestrelli arrivino a giocare partite di quel tipo secondo me è molto istruttivo per quei genitori che vogliono intraprendere un percorso con i giovani. Noi ci battiamo da vent’anni per questo concetto di multidisciplinarietà, organizziamo convegni di tanto in tanto. Qui ne parliamo in modo superficiale, ma il discorso è stato approfondito altrove. Ragazzi, ti cambia la vita: sei più forte, naturalmente più forte”.
L’addio di Sinner allo sci: “Non penso che sia stata una questione prettamente fisica, perché i ragazzini di 12 anni che sciano non sono colossi“.
Su Bublik: “Ha vinto contro Brooksby che non è proprio un avversario tenerissimo… L’altro le occasioni le ha avute, ma gliele ha azzerate tutte. La prestazione è stata superiore rispetto alla finale con Musetti”.
Su Medvedev: “Ha capito che quei due lì fanno un altro sport, anche perché ha preso delle ripassate clamorose da entrambi. È andato oltre e ora ragiona sugli altri”.
