Bonus bollette gas e luce: chi può averlo e quali sono i nuovi importi
Anche nel 2026 i bonus sociali per luce e gas continueranno a rappresentare un sostegno fondamentale per le famiglie italiane in difficoltà economica o alle prese con gravi problemi di salute.
L’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha approvato il 30 dicembre i nuovi importi degli sconti in bolletta, confermando invece platea dei beneficiari e modalità di erogazione. Una misura che, in un periodo di forte pressione sui costi energetici, resta essenziale per migliaia di nuclei familiari.
Chi può richiedere il Bonus bollette gas e luce
I beneficiari dei bonus luce e gas rientrano in due categorie principali.
- Famiglie in difficoltà economica
Il 23 gennaio Arera ha aggiornato la soglia ISEE necessaria per accedere all’agevolazione. Per i nuclei con massimo tre figli a carico, il limite passa da 9.530 euro a 9.796 euro. Rimane invece invariata la soglia dei 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico. Un aggiornamento minimo, che ha suscitato critiche da parte delle associazioni dei consumatori, le quali parlano di una misura insufficiente e chiedono il ritorno alle soglie più alte introdotte dal governo Draghi, pari a 15.000 euro. - Nuclei con disagio fisico
Il bonus spetta anche alle famiglie in cui un componente utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita, dispositivi che comportano consumi energetici elevati. In questo caso non è prevista alcuna soglia ISEE: il diritto dipende esclusivamente dalla certificazione sanitaria.
La lista delle apparecchiature che danno accesso al bonus è definita da un decreto del Ministero della Salute. I due bonus – economico e fisico – sono cumulabili, se sussistono entrambi i requisiti. Non esistono differenze tra chi utilizza riscaldamento autonomo o centralizzato, anche se per i condomini con impianto centralizzato è prevista una procedura specifica.
La procedura per la richiesta varia a seconda della tipologia di bonus.
Bonus per disagio economico
Per accedere allo sconto è necessario presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), da cui si ottiene l’attestazione ISEE. Una volta elaborato l’ISEE, l’INPS trasmette automaticamente i dati ad Arera, che verifica i requisiti e attiva l’agevolazione. È importante ricordare che la DSU va rinnovata ogni anno, perché il bonus ha validità di 12 mesi e non si rinnova in automatico.
Bonus per disagio fisico
La procedura è più articolata. La richiesta va presentata presso il Comune o un CAF abilitato, allegando:
- certificato ASL che attesti la patologia e la necessità di apparecchiature elettromedicali;
- indicazione del tipo di dispositivo e delle ore giornaliere di utilizzo;
- documento di identità e codice fiscale;
- Modulo B compilato;
- codice POD della fornitura elettrica.
- Non è richiesto l’ISEE, poiché il bonus non è legato al reddito.
L’erogazione è automatica: una volta approvata la richiesta, lo sconto compare direttamente nella prima bolletta utile. Per le forniture di gas centralizzato, invece, è prevista una procedura dedicata. Gli importi variano in base a diversi fattori.
Bonus elettrico per disagio economico
- 146 euro l’anno per famiglie con 1-2 componenti
- 186 euro l’anno per famiglie con 3-4 componenti
- 204 euro l’anno per nuclei con più di 4 componenti
Bonus gas per disagio economico
L’importo dipende da:
- numero dei componenti del nucleo
- utilizzo del gas (cottura, acqua calda, riscaldamento)
- zona climatica di residenza
Si va da un minimo di 39 euro l’anno per famiglie fino a 4 componenti nelle zone più calde che usano il gas solo per cottura e acqua calda, fino a 156 euro l’anno per chi vive nelle zone climatiche più fredde e utilizza il gas anche per il riscaldamento.
Bonus per disagio fisico
L’importo dipende dal consumo annuo e dalla potenza installata:
- 142–208 euro per consumi fino a 600 kWh/anno
- 284–335 euro per consumi tra 600 e 1200 kWh/anno
- 423–463 euro per consumi oltre 1200 kWh/anno
In un contesto di prezzi energetici ancora instabili, i bonus sociali rappresentano uno strumento indispensabile per garantire l’accesso ai servizi essenziali. Le famiglie più fragili, economiche o sanitarie, possono così contare su un sostegno concreto che alleggerisce il peso delle bollette e contribuisce a ridurre le disuguaglianze.
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