Australian Open, Sabalenka: “Assurdo non poter utilizzare il fitness tracker negli Slam”
Solito sguardo da grandi momenti, solito sguardo di chi non si accontenta e vuole tornare sul trono di Melbourne. Quarta semifinale consecutiva all’Australian Open, un traguardo che merita di essere celebrato con la ciliegina sulla torta, ma la strada è ancora lunga. Troppo giovane Iva Jovic per l’esperienza e la ferocia sportiva di Aryna Sabalenka, ma ha appena 18 anni ed è una bella speranza per il tennis femminile.
“Sono super felice di aver ottenuto la vittoria. Iva è giovane, ma è una grande giocatrice. Sono davvero contenta di aver vinto in due set e del livello che ho espresso oggi”.
D. La tua percentuale di semifinale conquistate negli Slam è davvero straordinaria. Vista la tua costanza di rendimento, questo dato rappresenta una normalità per te o è qualcosa di straordinario?
A. Sabalenka: “Quando sono dentro il torneo non ci penso, ma a volte ci fermiamo un attimo e realizziamo il livello che siamo riusciti a raggiungere, e sembra davvero incredibile, quasi difficile da credere. A volte penso che sia incredibile quello che sono riuscita a ottenere. Ciò che mi aiuta davvero a essere sempre lì è la concentrazione che riesco a mantenere. Focalizzarmi sulle cose giuste aiuta tantissimo a essere costanti nel rendimento”.
D. Il tuo è stato l’unico match a disputarsi all’aperto. Com’erano le condizioni? E sapevi che mancavano circa 10 o 15 minuti alla chiusura del tetto?
A. Sabalenka: “Alla fine della partita faceva davvero molto caldo. Sono contenta che abbiano chiuso il tetto quasi a metà, così c’era molta ombra sul fondo del campo e potevamo tornare lì a ripararci. Noi donne siamo più forti degli uomini, quindi hanno dovuto chiudere il tetto per loro così non soffrono, no?” (risate)
D. Sapevi che avrebbero potuto chiuderlo completamente se la partita fosse durata più a lungo?
A. Sabalenka: “Sapevo che non ci avrebbero fatto giocare con un caldo estremo e che se si fosse arrivati al livello 5 avrebbero sicuramente chiuso il tetto. Sapevo che stavano proteggendo la nostra salute. Comunque, quando abbiamo finito era 4.4 ed era piuttosto caldo. Va bene così, sono felice di essere riuscita a gestire anche questa situazione”.
D. Puoi spiegarci cosa è successo quando ti è stato chiesto di togliere il fitness tracker dal polso? Sapevi che non era consentito indossato? Hai parlato con il torneo dopo? Cosa ne pensi del fatto che non sia ammesso?
A. Sabalenka: “Lo indossavo perché avevamo ricevuto un’email in cui ci veniva comunicata l’approvazione dell’ITF per l’utilizzo del dispositivo. Non sapevo che gli organizzatori di Slam non avessero ancora preso una decisione definitiva. Non capisco il perché, visto che durante tutto l’anno nei tornei WTA lo indossiamo sempre. Serve solo a monitorare la salute. Non capisco perché negli Slam non sia consentito e spero davvero che riconsiderino la decisione e permettano alle giocatrici di monitorare la propria salute”.
D. A Brisbane avevi detto che per il tuo team durante le partite è difficile capire cosa chiedi. Ora che i coach sono lì vicino, è cambiato qualcosa? È ancora impossibile per loro fare la cosa giusta ai tuoi occhi?
A. Sabalenka: “Mi piace tenerli un po’ sulle spine su quello di cui ho bisogno, ma mi conoscono molto bene. A volte nemmeno io so di cosa ho bisogno, ma loro dicono qualcosa e io penso: “Ok, grazie”.
D. È più una questione tattica o di incoraggiamento?
A. Sabalenka: “Dipende. A volte ho bisogno di consigli tattici, a volte devo solo calmarmi (ride). A volte ho bisogno di supporto, a volte voglio che stiano in silenzio. Se mi vedete fare così, significa: per favore, state zitti (scherza). Sono molto fortunata perché mi conoscono meglio di quanto io conosca me stessa e riescono sempre a darmi le indicazioni giuste”.
D. Hai tanta esperienza nel gestire le seconde settimane dei tornei. Cosa cambia per te in questa fase? Nei primi giorni fai TikTok e altre cose, ma nella seconda settimana come vivi le giornate e le serate?
A. Sabalenka: “Onestamente non cambia molto. All’inizio del torneo ci sono tante cose da fare per i brand, tanti TikTok per la mia ‘salute’ (ride), ma cerco sempre di concentrarmi sulla giornata di gara, giocare il match e poi, fino al prossimo incontro, rilassarmi e fare ciò che mi piace: andare a cena, stare in camera, guardare Netflix. A volte vado a fare shopping. Mi fido di me stessa: qualunque cosa senta di voler fare, la faccio”.
D. Il secondo set è sembrato incredibilmente privo di errori. Riesci a ricordare molte partite in cui hai giocato meglio di così?
A. Sabalenka: “Sicuramente non molte. Nel secondo set ho sentito il bisogno di entrare ancora di più in campo e metterle più pressione, perché vedevo che era giovane, affamata, e che indipendentemente dal punteggio avrebbe continuato a lottare. Sapevo che dovevo alzare il livello e mostrare la mia classe. Questo mi ha aiutata a fidarmi dei miei colpi e del mio gioco. È stata davvero una prestazione incredibile nel secondo set”.
D. In semifinale giocherai contro Coco Gauff o Elina Svitolina. Come descriveresti il loro gioco e come affronteresti una partita contro di loro?
A. Sabalenka: “Non importa chi arriverà in semifinale: sarà una battaglia, perché chiunque ci arrivi mi toccherà sfidare una giocatrice incredibile. Il mio approccio sarà lo stesso: concentrarmi su me stessa, sul mio gioco e lottare per ogni punto”.
D. L’anno scorso hai detto che a questo punto del torneo è “trofeo o niente”, perché nessuno ricorda la finalista. Quanto questa mentalità ti guida oggi?
A. Sabalenka: “Credo che ogni giocatrice entri in un torneo con l’idea ‘trofeo o niente’. È sempre lì, in fondo alla mente. Ma cerco di spostare l’attenzione sulle cose giuste, andare passo dopo passo, dare il massimo in ogni match, ogni punto, ogni game, ogni set. Questa è la mia mentalità”.
