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Elachem, l’entusiasmo cresce Dal pubblico una spinta in più

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VIGEVANO. Quarantotto chilometri e trecento metri, secondo Google Maps, è la distanza minore tra il PalaElachem di Vigevano ed il PalaFerraris di Casale Monferrato. Di certo, non una trasfertona di quelle selettive. Ma settecentocinquanta vigevanesi che, in una fredda e grigia domenica di gennaio, si mettono in auto per seguire la squadra del cuore non sono un dato comune. Certamente, la vicinanza ha aiutato, ma erano in tanti anche sette giorni prima per la più impegnativa trasferta a Vicenza, pure a Orzinuovi, a Pistoia il 3 gennaio, a Legnano, Fiorenzuola, a Desio, un po’ di meno a Conegliano con San Vendemiano. Ma era il giorno del Beato Matteo e, anche per un incrollabile aficionado gialloblù, è stato difficile far digerire alla moglie, morosa, compagna che un viaggio (lungo) nella terra del prosecco con partita incorporata avrebbe potuto essere più attraente delle bancarelle e della festa del patrono ducale. C’è molta più normalità di quanto si possa immaginare nel tifo gialloblù in cammino.

UN TIFO TRASVERSALE

Uomini, donne, ragazzi di ogni età, famiglie, bambini, ma anche simpaticissimi over, proprio over, che saltano, cantano i cori e partecipano alle emozionanti sciarpate. E se ne vanno pure in trasferta. L’impressione è quasi certezza, ovvero che il seguito sia ancora cresciuto rispetto ai precedenti anni già in ascesa, ma negli ultimi due la categoria era superiore. «Normale, si vince spesso, si è primi in classifica, in tanti salgono sul carro in questi momenti. Però non c’era questa fiducia e questo entusiasmo ad inizio stagione al cospetto di una squadra fatta di tanti giovani… oh, ovviamente io sono contentissimo, ma continuiamo a volare basso che non abbiamo ancora vinto niente». Pare di sentirle le parole del patron Spaccasassi, che non le ha dette, ma, conoscendone passione e pragmatismo, non saremo andati lontani dal vero perché non è poi così difficile entrare nel “Marino-pensiero”. Resta il fatto che il numero dei tifosi si consolida in aumento, in casa e fuori, certo spinti dai risultati, ma anche dalle tante iniziative con ingresso ad un euro per gli studenti delle scuole vigevanesi e limitrofe, perché, d’altro canto, bisognerà pure crearlo un ricambio agli immortali che prima han fatto transumanza dalla Carducci-Palasletta al PalaElachem, poi da Malagoli-Mayes-Jellini-Solman agli odierni Boglio-Mazzantini-Gajic-Kancleris. Si canta di più, si protesta di meno e non si prendono quasi più multe (plusvalenza per il Marino-bilancio) in un clima divertito e disteso. E poi, quando proprio tutti e di ogni età si alzano con la sciarpa tesa e intonano “Ho preso la mia sciarpa…”, sono brividi veri. —




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