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Январь
2026

Nutrie al campo dei bambini: «Non è necessario ucciderle»

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Pavia. «Non prendo lezioni di politica e gestione amministrativa da chi ritiene che l’unica risposta possibile a una situazione complessa sia l’uccisione di animali, ignorando dati scientifici e pareri di esperti». L’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa, in quota M5s, prende posizione sul caso nutrie al campo sportivo del Cassinetto e parla di “soluzioni alternative” come la sterilizzazione, i dissuasori e la posa di recinzioni. Replicando a distanza al consigliere regionale di FdI Claudio Mangiarotti, intervenuto per sollecitare l’applicazione dei protocolli di contenimento di una specie non autoctona e invasiva, elaborati da Regione Lombardia e «fondati su valutazioni tecniche e scientifiche, finalizzati alla tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini».

«Da biologo, ancor prima che da assessore, rivendico il diritto di esprimere dissenso verso un Piano regionale che considero miope, perché non prende in considerazione soluzioni alternative, non cruente e più efficaci, già sperimentate con successo in altre regioni».

La voce di Legambiente

E che ci siano metodi meno invasivi lo sostiene anche Legambiente, con il consigliere nazionale Patrizio Dolcini che precisa: «Fuori da qualsiasi polemica, dobbiamo evidenziare che la sterilizzazione (tecnica che prevede l’infertilizzazione) delle nutrie consente il controllo della popolazione, garantendo il presidio del territorio, impedendo la colonizzazione da parte di altri animali. I risultati già ottenuti in varie zone, lungo il Po e nelle province di Cremona e Mantova, lo dimostrano. Pertanto sarebbe utile perseguire questa strada, peraltro non cruenta».

«Non vi sarà alcuna ingerenza sugli uffici chiamati ad applicare le norme vigenti, ma esprimo comunque una posizione di contrarietà non “ideologica”, bensì basata su aspetti tecnici e scientifici – precisa l’assessore –. Ricordo al consigliere Mangiarotti che la nutria è una specie alloctona invasiva introdotta dall’uomo per finalità economiche. Oggi si pretende di risolvere il problema ricorrendo alla sua uccisione che, peraltro, dà scarsissimi risultati». E sui danni provocati al territorio, ribatte: «È fuorviante imputare il cattivo stato dei fiumi ad animali che realizzano tane di dimensioni limitate, ignorando fattori come la cementificazione, l’abbattimento indiscriminato della vegetazione lungo le rive dei corsi d’acqua e l’incuria degli alvei fluviali».

Definisce «pretestuoso» l’intervento del consigliere Mangiarotti il coordinatore provinciale del M5s Simone Verni, che parla di «politiche demagogiche e spesso in contrasto con la normativa vigente». E aggiunge: «Vorrei piuttosto sapere, ad esempio, a quanto ammontano le risorse dei cittadini utilizzate per difendere Regione dagli innumerevoli procedimenti giudiziari in ambito venatorio in cui soccombe perché attua delibere contro la legge. Oppure a quanto ammontano le risorse stanziate per sostenere gli allevatori e contrastare la Psa». Secondo il segretario provinciale di Avs Luca Testoni «i metodi di Palazzo Lombardia sono eticamente sbagliati, porterebbero solamente al ripopolamento in breve tempo da parte di altre nutrie». E spiega: «Si vuole risolvere il problema eliminando gli animali, a dimostrazione che la destra concepisce la fauna come qualcosa su cui l’uomo può agire come meglio crede».




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