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Январь
2026

Ivrea, Giglio Vigna: «Il ministero seguirà la vertenza Konecta»

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Ivrea

Il Ministero del Lavoro si dice disponibile a partecipare attivamente a tutte le sedi di confronto sulla vertenza Konecta, che coinvolge complessivamente oltre 1.100 lavoratori tra Ivrea e Asti. È quanto emerge dalla risposta all’interrogazione parlamentare discussa in Commissione Lavoro alla Camera, presentata dai deputati della Lega Alessandro Giglio Vigna e Andrea Giaccone. Un segnale atteso anche dai sindacati, che – come già riportato nei precedenti articoli – restano in attesa della convocazione di un incontro in Regione Piemonte con l’azienda.

«Ringraziamo il governo – commentano Giglio Vigna e Giaccone – che ha assicurato di seguire e monitorare con attenzione la vertenza». Secondo i parlamentari leghisti, i numeri in gioco rendono evidente come la questione abbia ormai superato i confini locali: «Quando si parla di 400 lavoratori ad Asti e 770 a Ivrea, la vicenda assume una dimensione regionale e nazionale. Per questo è importante la disponibilità del governo a partecipare attivamente a tutte le sedi di confronto che verranno attivate». Al centro della preoccupazione resta l’ipotesi di chiusura delle sedi e di trasferimento del personale su Torino. Una soluzione che, secondo i deputati, avrebbe conseguenze pesantissime soprattutto per i lavoratori part-time. «Chiudere le sedi di Asti e Ivrea e trasferire i dipendenti, molti dei quali con un basso numero di ore settimanali lavorate, equivarrebbe di fatto a un licenziamento mascherato», osservano Giaccone e Giglio Vigna, sottolineando la «non sostenibilità economica» di spostamenti quotidiani verso il capoluogo piemontese.

Una posizione che trova riscontro anche nelle valutazioni sindacali, da tempo impegnate a chiedere un confronto istituzionale per individuare soluzioni alternative che salvaguardino l’occupazione e la presenza territoriale dell’azienda. «Questo è inaccettabile», concludono i parlamentari, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione politica sulla vertenza. In attesa della convocazione del tavolo regionale, la risposta del Ministero rappresenta dunque un primo passo, ma non risolutivo, in una vicenda che continua a tenere in apprensione centinaia di famiglie tra Canavese e Astigiano.




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