Demolizione dell’ex Cena di Ivrea: solai abbattuti, resiste lo “scarpone”
Ivrea
Sono questi i giorni delle operazioni più spettacolari della demolizione dell’ex istituto Cena, un intervento che sta modificando in modo evidente il volto di una parte centrale della città. I mezzi meccanici sono infatti all’opera anche su piazza Fillak, dove è in corso l’abbattimento del grande contrafforte in cemento armato, il cosiddetto “scarpone”. Una struttura imponente, visivamente impattante, che per anni ha rappresentato uno degli elementi più discussi dell’area.
Il contrafforte era stato realizzato all’inizio degli anni Ottanta per tentare di consolidare un edificio che già allora presentava gravi problemi strutturali. Fino al 1988 l’immobile aveva ospitato l’istituto tecnico-commerciale Cena, ma le condizioni di degrado avevano progressivamente reso impossibile la prosecuzione dell’attività scolastica. L’edificio venne chiuso per il venir meno dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza: gli interventi necessari per un recupero complessivo sarebbero stati radicali e, soprattutto, economicamente non sostenibili.
In questi giorni le operazioni di demolizione dei solai procedono a ritmo serrato. Il cantiere comporta inevitabilmente alcune chiusure parziali e temporanee della viabilità nell’area circostante, con disagi contenuti ma ben visibili, e dovrebbe entrare nella fase conclusiva nell’arco di una decina di giorni. Una volta completata la demolizione delle strutture principali, prenderanno poi il via le operazioni di rimozione e trasporto delle macerie.
Non mancano, tuttavia, alcuni imprevisti. Proprio l’abbattimento del contrafforte su piazza Fillak ha creato difficoltà maggiori del previsto: la struttura si è rivelata estremamente resistente e, nella giornata di ieri, l’impresa ha dovuto sospendere temporaneamente le lavorazioni in attesa dell’arrivo di un braccio meccanico più potente, in grado di operare in sicurezza su una massa di cemento armato di dimensioni e compattezza superiori alle stime iniziali.
L’ex istituto Cena si trova in via Varmondo Arborio, nel cortile interno che collega la biblioteca Nigra al museo civico Pier Alessandro Garda, un contesto urbano delicato, sia per la prossimità con edifici di pregio sia per la presenza costante di attività culturali. «I lavori procedono speditamente – spiega il sindaco Matteo Chiantore – ma la squadra di operai sta operando con grande cautela, per evitare crolli incontrollati che potrebbero danneggiare gli edifici circostanti».
L’abbattimento ha inoltre fatto emergere alcune criticità non del tutto prevedibili in fase progettuale. «I lavori in corso – prosegue il sindaco – hanno evidenziato la necessità di realizzare cuciture tra un edificio e l’altro e hanno messo in luce l’urgenza di intervenire sul tetto dell’attuale biblioteca. Confidiamo di riuscire a reperire le risorse necessarie attraverso le economie del cantiere legate all’abbattimento del Cena».
Sul fronte di piazza Fillak, la rimozione del contrafforte aprirà la strada a una riorganizzazione complessiva dell’area, con la possibilità di ricavare nuovi spazi verdi e parcheggi riservati alle persone con disabilità.
L’abbattimento dell’ex Cena rappresenta però soprattutto il primo passo concreto del progetto “Hub Guelpa Centre – Polo culturale”. «Si tratta – sottolinea Chiantore – dell’avvio operativo di un percorso che porterà alla realizzazione della nuova biblioteca civica, grazie al sostegno determinante della Fondazione Guelpa». Il progetto di demolizione si inserisce infatti in un disegno più ampio di rigenerazione urbana e culturale dell’area.
La Fondazione Guelpa ha stanziato da tempo una somma significativa, pari a 5 milioni di euro, vincolata proprio alla nascita della nuova biblioteca. Una prima tranche di 1,7 milioni di euro è già stata utilizzata per l’adeguamento dell’impianto antincendio dell’attuale sede bibliotecaria, per la progettazione di fattibilità della nuova struttura e per finanziare la demolizione dell’ex istituto Cena.
Dal punto di vista operativo, la demolizione avviene prevalentemente mediante mezzi meccanici, mentre nelle porzioni dell’edificio più vicine alla biblioteca e al museo si procede manualmente, così da ridurre al minimo i rischi strutturali e le interferenze con le attività culturali che continuano a svolgersi all’interno del complesso.
L’appalto è stato affidato alla Daf Costruzioni stradali di Milano, che ha vinto la gara con un ribasso del 18,72 per cento sull’importo a base d’asta. Il valore complessivo dell’intervento, al netto dell’Iva, è di 975.117 euro. La durata prevista dei lavori è di 253 giorni consecutivi.
