Diminuiscono i beneficiari dell’Assegno di inclusione
/ pavia
Diminuiscono in provincia di Pavia i nuclei che percepiscono l’Assegno di inclusione (Adi), così come il totale di soggetti coinvolti. Nel mese di dicembre 2025 le famiglie beneficiarie del trattamento antipovertà - in teoria erede del Reddito di cittadinanza - erano 3.677, e 7.373 il complesso delle persone appartenenti a questi nuclei: sei mesi prima, a giugno, i numeri erano rispettivamente 3.846 nuclei e 7.712 soggetti coinvolti, quindi con una riduzione del 4%.
Numeri che emergono dall’ultimo report dell’Inps, appena pubblicato. Il divario con la precedente misura, abolita dal governo Meloni (il Reddito di cittadinanza, appunto) si rivela dunque sempre più ampio: basti pensare che a fone 2021, anche in quel caso dopo due anni dalla sua introduzione, i nuclei beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza in provincia di Pavia,erano ben oltre il doppio (8.355) per un totale di 16.916 persone coinvolte. A differenza dell’Adi, oltretutto, i numeri erano in crescendo.
Naturalmente il crollo del numero di famiglie e persone che ricevono il nuovo sussidio non dipende da un repentino miglioramento delle condizioni economiche dei nuclei in difficoltà, bensì dal fatto che il nuovo strumento conferma l’esclusione di una importante fetta di popolazione rispetto a quella che percepiva il Reddito di cittadinanza. L’Assegno di inclusione d’altronde viene riconosciuto ai nuclei familiari che hanno almeno un componente con disabilità, o minore, oppure di 60 anni e più, o in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari. E i parametri reddituali di accesso sono molto più restrittivi.
Dal report emerge inoltre che in provincia di Pavia i nuclei percettori di Adi composti da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni a dicembre scorso erano 597, con 730 persone coinvolte, anche qui con una riduzione rispetto a giugno (606 nuclei e 736 persone interessate).
Si conferma inoltre che la provincia di Pavia resta, anche con l’Assegno di inclusione così come lo era per il Reddito di cittadinanza, la provincia lombarda con il più alto numero di beneficiari rispetto alla popolazione.
In leggero incremento, invece, l’altro strumento messo in campo dal governo Meloni, vale a dire il Supporto formazione lavoro, pensato per i cosiddetti occupabili a rischio di esclusione sociale. Qui gli ultimi dati sono solo regionali e indicano in 5.438 i beneficiari di almeno una mensilità in Lombardia nel corso del 2025 (contro i 4.816 del 2024). Si tratta in ogni caso di numeri ancora molto modesti. Tra l’altro secondo un recente rapporto dei Centri per l’impiego il Sfl è stato richiesto in provincia di Pavia da 436 persone, e di queste solo il 21% ha poi trovato lavoro. —
