Добавить новость
ru24.net
World News
Февраль
2026
1 2 3 4 5 6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28

Vancouver 2010, l’Olimpiade invernale segnata dalla tragedia: perché per molti è stata la peggiore di sempre

0

Quando si parla delle Olimpiadi invernali più controverse della storia, Vancouver 2010 viene spesso citata insieme a Sochi. Ma per motivi molto diversi. Se Sochi è ricordata per l’imbarazzo e l’eccesso, Vancouver è rimasta impressa per qualcosa di molto più grave: una tragedia avvenuta prima ancora che i Giochi iniziassero ufficialmente.

Per molti osservatori, atleti e appassionati, Vancouver 2010 è l’Olimpiade che ha perso la sua innocenza.

La morte di Nodar Kumaritashvili prima della cerimonia

Il 12 febbraio 2010, poche ore prima della cerimonia d’apertura, il mondo olimpico viene scosso da una notizia drammatica. Nodar Kumaritashvili, 21 anni, atleta georgiano di slittino, muore durante una prova di allenamento sulla pista del Whistler Sliding Centre.

Kumaritashvili perde il controllo della slitta all’uscita dell’ultima curva, viene sbalzato fuori dal tracciato e colpisce un pilastro metallico. L’impatto è violentissimo. Muore poco dopo in ospedale.

È la prima morte di un atleta durante le prove di un’Olimpiade invernale. Un evento che segna in modo indelebile Vancouver 2010.

Una pista considerata troppo veloce e pericolosa

Già nei giorni precedenti l’incidente, molti atleti avevano espresso timori sulla pericolosità della pista di Whistler. Viene definita “la più veloce mai costruita”, con velocità superiori ai 145 km/h. Alcuni slittinisti parlano apertamente di un tracciato oltre i limiti della sicurezza.

Dopo la morte di Kumaritashvili, emergono accuse pesanti: progettazione eccessivamente aggressiva, protezioni insufficienti, pilastri non adeguatamente schermati. Il CIO e il comitato organizzatore intervengono in fretta, abbassando il punto di partenza per le gare di slittino e modificando alcune curve.

Ma per molti è troppo tardi.

Una cerimonia d’apertura che non può essere una festa

La sera stessa, la cerimonia d’apertura va in scena come da programma. Ma il clima è completamente diverso. Niente trionfalismi, niente euforia. Durante la sfilata delle delegazioni, la Georgia entra nello stadio con il lutto al braccio. Lo stadio è in silenzio.

Il CIO decide di non annullare l’evento, scelta che viene criticata duramente da una parte dell’opinione pubblica. Per molti spettatori, celebrare i Giochi poche ore dopo una morte così evitabile appare fuori luogo.

L’Olimpiade parte con un peso morale che non abbandonerà mai Vancouver 2010.

Le proteste e il malcontento locale

A complicare ulteriormente l’immagine dei Giochi, ci sono le forti proteste che attraversano la città nei giorni precedenti all’apertura. Migliaia di manifestanti scendono in piazza contro i costi elevati dell’evento, la gentrificazione dei quartieri popolari e l’impatto sociale delle Olimpiadi.

Si registrano scontri con la polizia, vetrine distrutte, arresti. L’immagine di Vancouver come città pacifica e modello viene incrinata proprio mentre il mondo la osserva.

Problemi organizzativi e figuracce mediatiche

Anche sul piano organizzativo, Vancouver 2010 non è immune da critiche. Le temperature insolitamente alte causano ritardi e modifiche ai calendari delle gare. In alcune sedi la neve viene trasportata in elicottero per garantire lo svolgimento delle competizioni.

Durante la cerimonia d’apertura, un errore tecnico impedisce l’innalzamento di uno dei quattro bracieri olimpici interni allo stadio. Ancora una volta, un simbolo incompleto diventa metafora di un’Olimpiade problematica.

Perché Vancouver 2010 è considerata da molti la peggiore

Non per la qualità dello sport, che anzi regala imprese memorabili. Non per la bellezza dei luoghi. Ma per ciò che rappresenta.

Vancouver 2010 è l’Olimpiade in cui la sicurezza viene messa in discussione, in cui un atleta perde la vita prima ancora di gareggiare, in cui la celebrazione si scontra con il lutto. Un’edizione che costringe il movimento olimpico a interrogarsi sui propri limiti e sulle proprie responsabilità.

Per molti, non è l’Olimpiade più brutta da vedere. È quella più difficile da ricordare. Ed è per questo che, ancora oggi, viene indicata come una delle peggiori Olimpiadi invernali di sempre. Quattro anni dopo, si sarebbe vista invece la peggior opening di sempre.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK TWITTER INSTAGRAM

Hai suggerimenti o correzioni da proporre? Scrivici a redazione@termometropolitico.it

L'articolo Vancouver 2010, l’Olimpiade invernale segnata dalla tragedia: perché per molti è stata la peggiore di sempre proviene da Termometro Politico.




Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса