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“Bocchino non può parlare di foibe”: l’Anpi ci prova con la censura. Donzelli: “Folle imbarbarimento”

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Il via alla grancassa l’ha dato l’Anpi e presto si sono accodati altri: Italo Bocchino, ha tuonato l’Associazione partigiani, non può partecipare a un convegno sulle foibe. A infiammare gli animi è la commemorazione organizzata dalla Regione Toscana per il 10 febbraio, in cui cade la ricorrenza del Giorno delle Ricordo. L’incontro, deliberato dall’ufficio di presidenza del Consiglio, prevede, secondo il programma approvato, gli interventi del governatore dem Eugenio Giani, del presidente del consiglio Stefania Saccardi di Italia Viva, del vicepresidente Diego Petrucci di FdI e di Bocchino, che ha curato un cortometraggio sulla storia degli esuli realizzato da una imprenditrice toscana, Federica Masoni Martini, discendente di esuli istriani dalmati.

Partecipa Bocchino: l’Anpi chiede di boicottare il ricordo delle foibe

Per l’Anpi, però, la presenza del direttore editoriale del Secolo d’Italia rappresenta un vulnus, qualcosa di «problematico». Per questo, scrive la sezione fiorentina dell’Associazione partigiani, insieme all’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti Firenze, «sarebbe auspicabile che la presidenza del Consiglio regionale chiarisse il quadro culturale e politico entro il quale si è collocata questa decisione» e che «i consiglieri regionali che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Costituzione sappiano interrogarsi, in coscienza, sull’opportunità di partecipare a una seduta che rischia di allontanarsi dal significato profondo della ricorrenza».

In sintesi, una richiesta di boicottaggio, che fa apparire particolarmente ipocrita l’affermazione delle due associazioni per cui «la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata merita rispetto e profondità, non l’uso politico di categorie identitarie che la storia del Novecento ci ha già mostrato dove possono condurre».

Donzelli: «La Toscana non ceda al ricatto dell’Anpi»

«La Regione Toscana non ceda ancora una volta al ricatto dell’Anpi, annullando il Consiglio regionale solenne aperto organizzato per il 10 febbraio, a palazzo del Pegaso, in occasione del Giorno del Ricordo», ha affermato il deputato toscano di FdI, Giovanni Donzelli, sottolineando che il convegno è stato organizzato seguendo tutti i dovuti passi istituzionali , ma ora Anpi & co «vorrebbero far saltare tutto per odio ideologico».

La memoria delle foibe sopravvissuta grazie alla destra

«Lo stesso odio ideologico che – ha aggiunto Donzelli – spinse il Maresciallo Tito a sterminare, perseguitare e infoibare gli italiani che il 10 febbraio dovremmo ricordare. Avallare questa folle richiesta significherebbe per la sinistra toscana scegliere di essere gli eredi culturali degli infoibatori comunisti titini, anziché i custodi istituzionali della democrazia e del pluralismo».

«Sappiamo tutti – ha proseguito l’esponente di FdI – che per la sinistra la colpa di Bocchino è quella di essere di destra. Eppure, se non ci fosse stata la destra italiana che ha tramandato quelle pagine di storia che erano state strappate, oggi in Italia non verrebbe celebrato il Giorno del Ricordo, occasione durante la quale hanno sempre parlato tutti senza censura. Quella che rischia di andare in scena in Toscana, se il presidente della Giunta Eugenio Giani e quello del consiglio Stefania Saccardi subiranno il ricatto degli estremisti della loro coalizione – ha concluso Donzelli – sarà un vero e proprio imbarbarimento, per una preoccupante involuzione culturale antidemocratica».

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