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Le tappe bruciate e il trionfo a Miami: chi è Jakub Mensik, il prossimo avversario di Sinner

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È tutto pronto per i quarti di finale al Qatar ExxonMobil Open. L’ATP 500 di Doha ha i riflettori puntati sugli ultimi otto tennisti rimasti in tabellone. In chiusura di giornata, verso le ore 19 italiane, Jannik Sinner sfiderà per la prima volta Jakub Mensik in un testa a testa che nei prossimi anni potrebbe diventare un classico nel circuito ATP. Se la storia dell’azzurro ormai possiamo tutti dire di saperla a memoria, non si può dire lo stesso del giovane ceco, piombato nel circuito da giovanissimo e che in poco tempo ha scalato le classifiche sino alle vette di questo sport.

Il tennis sotto casa e la finale sofferta all’Australian Open junior

Jakub Mensik nasce a Prostejov, in Repubblica Ceca, il 1° settembre 2005. La passione verso il tennis sboccia quasi subito. Di fronte alla casa in cui abitano lui, il fratello Lukas e i genitori Michal e Katerina ci sono alcuni campi da tennis e Jakub, quando ha circa cinque anni, si reca lì per osservare le gesta dei giocatori di club. Presto scatta qualcosa dentro di lui e decide quindi di iniziare a prendere lezioni. Il tennis entra così nella sua vita e nel corso degli anni lo accompagna come un amico fedele.

Il ceco si dedica all’attività junior e raggiunge il picco a inizio 2022, quando perde dopo quasi quattro ore la finale dell’Australian Open giovanile – a seguito della quale esce dal campo in sedia a rotelle – e di lì a poco balza sino alla seconda piazza nella classifica mondiale. Se già nell’estate precedente aveva mosso i primi passi nel circuito internazionale, a casa sua in quel di Prostejov, è però nel 2022 che Jakub spicca il volo tra i professionisti. Vince un M15, si spinge sino alla semifinale nel Challenger di Praga e a fine stagione inanella tre successi consecutivi. Il borsino recita due M15 e un M25. Ma il meglio deve ancora venire.

Jakub Mensik: dai Future alla top 50 in due stagioni

In avvio di 2023 Mensik non perde tempo. Fa suo un altro M25 e da wild card, a sorpresa, alza il cielo il trofeo nel Challenger di Praga. Inizia quindi a disputare quella categoria di tornei del circuito minore e in estate entra nella top 200. Alla prima esperienza in uno Slam, a New York (sua città preferita), il ceco si fa poi subito notare. Supera le qualificazioni, vince un paio di partite nel tabellone principale e si regala un match contro Taylor Fritz, sul Louis Armstrong Stadium, nel giorno del suo 18esimo compleanno. Racimola tre giochi, ma con quell’incontro il suo sogno di calcare palcoscenici prestigiosi diventa realtà.

Dopo l’esordio in Coppa Davis a fine stagione, il 2024 parte subito con il botto. Jakub fa finale nel Challenger di Canberra, passa indenne il tabellone cadetto nel suo Slam prediletto, l’Australian Open, e regola in tre set all’esordio Denis Shapovalov. In seguito, trascina al quinto anche l’allora numero 9 del mondo Hubert Hurkacz, ma è costretto a cedere alla distanza. Da quella partita non passa molto tempo prima che Mensik torni sotto i riflettori.

Jakub diventa Mensik

A Doha il ceco mette in mostra un tennis impressionante: batte Alejandro Davidovich Fokina, Andy Murray, il quinto tennista in classifica dell’epoca Andrey Rublev, Gael Monfils e si arrende a Karen Khachanov solamente in finale. Dal lunedì seguente rompe il muro della top 100. Nei mesi successivi Mensik cerca di abituarsi al circuito maggiore. Tra i risultati migliori spiccano la semifinale a Umago e la conferma del terzo turno allo US Open. Torneo nel quale supera Felix Auger-Aliassime in tre parziali. Il picco stagionale arriva però nel 1000 di Shanghai: il ceco estromette due top 10 (Rublev e Grigor Dimitrov), ruba un set al suo idolo Novak Djokovic ai quarti, ma finisce per perdere al parziale decisivo. Dopo aver raggiunto i quarti di finale a Vienna chiude l’annata tra i primi 50 del ranking e riceve il premio di Newcomer of the Year.

Miami, la top 20 e il ginocchio malandato

Se la trasferta oceanica di inizio 2025 è per Mensik a luci e ombre – sconfigge Casper Ruud a Melbourne, ma si fa rimontare due set da Davidovich Fokina al terzo turno -, a marzo il ceco vive due settimane da sogno. Voglio diventare numero 1 e vincere tutti gli Slam, dichiara pochi giorni prima di scendere in campo nel 1000 di Miami. Per molti queste parole potrebbero risultare un po’ troppo sfrontate. Jakub decide però di rispondere con i fatti, facendo parlare la sua racchetta e il campo. Elimina dal torneo il campione di Indian Wells Jack Draper, l’idolo di casa Taylor Fritz e all’ultimo atto gestisce Djokovic concludendo l’evento con un bilancio immacolato nei tie-break (7 su 7).

La pressione di essere un campione Masters non pesa sulle spalle di Mensik. E così a Madrid ha la meglio su Ben Shelton e perde solamente contro Francisco Cerundolo, ai quarti, sul filo del rasoio. Un po’ come qualche giorno dopo a Roma, agli ottavi, contro Hubert Hurkacz. Nelle settimane seguenti il ceco fa il suo ingresso in top 20 e si qualifica per il terzo turno a Wimbledon, dove Flavio Cobolli gli rifila una lezione pesante. Ma nella seconda parte di stagione si arena anche a causa di alcuni problemi al ginocchio sinistro.

L’inizio di 2026 tra gioie e intoppi

Mensik nel 2026 decide di mettere il primo piede in campo in United Cup. Lì le sue prestazioni non restituiscono una chiara idea del suo momento di forma. Ha la meglio su Ruud, si fa fregare da Zizou Bergs. Ma è nel 250 di Auckland che Jakub fa capire di aver ingranato la marcia giusta. Strappa il titolo e si dirige a Melbourne con la fiducia alle stelle. All’Australian Open si qualifica per gli ottavi di finale, ma è costretto a dare forfait a causa di alcuni intoppi fisici.

Ed eccoci arrivati a Doha. Mensik torna in campo con un po’ di ruggine e infatti l’inglese Jan Choinski lo impegna più del previsto all’esordio. Il ceco però ritrova subito il suo livello abituale agli ottavi. Non offre chance di break al cinese Zhizhen Zhang, piazza 29 vincenti, agguanta il successo avendo lasciato per strada solamente cinque giochi e sale al best ranking virtuale (n. 13). Ora c’è Sinner, che sfiderà per la prima volta in carriera. Il suo bilancio contro i top 10 è in perfetta parità (8-8). Ma bisogna puntualizzare che nel suo storico non figurano scontri diretti né con Jannik, né con Alcaraz e nemmeno con Alexander Zverev.

Similitidini con Sinner

Vedo similitudini tra me e Sinner, raccontava Mensik a dicembre 2024. Avere nel rovescio il colpo prediletto, nel servizio un’arma importante e nel cemento la superficie preferita è ciò che più accomuna il ceco e l’azzurro. Ma a differenza di Jakub, il numero 2 del mondo possiede un dritto e una mobilità di un’altra caratura. Mensik sta però lavorando su queste sezioni del gioco, lui che dall’alto dei suoi 196 centimetri di altezza privilegia un tennis piuttosto veloce, senza particolari fronzoli. “Voglio seguire le orme di Sinner e Alcaraz”, dichiarava un anno fa. Tra poche ore scopriremo a che punto è in questa rincorsa verso l’élite del tennis mondiale.




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