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Matteo Berrettini più forte di Adrian Mannarino e dei crampi! Azzurro al 2° turno di Indian Wells

Più forte di Adrian Mannarino e perfino dei crampi. Matteo Berrettini ha dato tutto ciò che aveva per superare il francese, numero 48 del ranking, nel primo turno del Masters1000 di Indian Wells. Sul cemento californiano l’azzurro era chiamato a spezzare una sorta di tabù: nei precedenti contro il transalpino non aveva mai vinto e non era mai riuscito nemmeno a strappargli un set.

Il conto è stato finalmente saldato nella notte italiana. Berrettini si è imposto in rimonta con il punteggio di 4-6 7-5 7-5 al termine di una battaglia durata quasi tre oredue ore e cinquanta minuti per la precisione. Un finale degno di un film: subito dopo l’ultimo punto, il romano è crollato a terra, stremato ma vittorioso.

I crampi lo avevano colpito all’inizio del terzo set, ma Matteo ha saputo gestirli con grande forza di volontà. Dopo qualche minuto e l’intervento del fisioterapista, l’azzurro si è rimesso in piedi: prima il consueto rito delle palline lanciate al pubblico, poi l’intervista a caldo in campo, senza particolari difficoltà. Ora lo attende il secondo turno contro Alexander Zverev, numero 4 del mondo. Il tennista romano dovrà recuperare al meglio per provare a mettere in difficoltà un avversario di altissimo livello.

L’avvio di partita, però, era stato tutt’altro che semplice per il numero 66 del ranking. La palla piatta e “schiaffeggiata” di Mannarino manda subito in crisi Berrettini, disinnescandone gli schemi e costringendolo a subire un pesante doppio break che vale lo 0-4 iniziale. Punto dopo punto, il romano riesce comunque a ritrovare ritmo e fiducia, arrivando anche a strappare il servizio al francese. La rimonta, tuttavia, non si completa e il primo set si chiude 6-4 in favore di Mannarino.

Nel secondo parziale arriva la reazione dell’azzurro, che piazza il break già nel secondo game grazie alla potenza del suo dritto. Il francese, però, non si arrende e torna in partita con le sue traiettorie piatte, difficili da leggere e da gestire. Il contro-break arriva nel settimo game. La lotta si fa serrata: Berrettini stringe i denti, si procura una prima occasione per chiudere il set nel decimo game e alla fine concretizza nel dodicesimo, con una serie di colpi di rara potenza che ristabiliscono l’equilibrio.

Il terzo set è una battaglia punto a punto. I crampi rendono più complicati gli spostamenti del giocatore italiano, che in apertura è costretto a salvare una palla break. Poco dopo, però, è Mannarino a dover annullare una palla break, segno che il romano è ancora pienamente dentro la partita. Il confronto assume quasi tratti epici per l’incrocio di stili: da una parte la ricerca costante del punto da parte di Berrettini, dall’altra la capacità del francese di ribaltare gli scambi con il suo tennis imprevedibile. Alla fine il momento decisivo arriva nel dodicesimo game: tre devastanti sventagliate di dritto aprono la strada al break decisivo. Matteo chiude 7-5 e, subito dopo, si accascia al suolo, vinto dai crampi ma anche dall’emozione.

Le statistiche aiutano a raccontare la partita. Il romano mette a segno 14 ace, con il 69% di prime di servizio in campo e il 74% dei punti vinti. La differenza si nota soprattutto nei punti giocati con la seconda: Berrettini ne conquista il 52%, contro il 45% di Mannarino. Numeri che riflettono anche l’atteggiamento dei due in campo: l’azzurro ha cercato più spesso l’iniziativa (42 vincenti a fronte di 55 errori non forzati), mentre il francese ha mantenuto un tennis più contenuto ma solido (25 vincenti e 29 gratuiti).




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