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ATP Indian Wells, Bellucci: “Errori in momenti importanti, che però mi stimolano a lavorare”

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Un paio dopo la fine del suo match, quando ormai era già calata la sera su Indian Wells, Mattia Bellucci si è fermato con i nostri inviati in California per ragionare sul suo match di primo turno contro Gabriel Diallo.

Mattia, eri avanti nel tie-break, poi è andato storto qualcosa: hai capito che cosa?

MATTIA BELLUCCI: “In realtà è molto semplice: sul 3-0 mi sono tirato indietro su un dritto che andava colpito, ho giocato uno slice che c’entrava poco, quindi sicuramente quella scelta era da migliorare. Poi, quando sono andato a servire sul 4-1, ho fatto un cambio di direzione che c’entrava poco, quindi sono state cose certamente tecniche, ma che denotano un po’ di stress nei momenti importanti, che è ancora un lato che so di dover migliorare tanto. Mi sto concentrando in allenamento per limitare queste situazioni, affinché nel lungo termine possano essere addirittura un punto di forza. Però certamente nella partita di oggi ho sbagliato, specialmente in quei momenti, e quindi si torna al lavoro: sono stimolato nel migliorare queste cose. È chiaro che faccia male, perché poi tutti vogliono proseguire nella corsa a Indian Wells, perché è un torneo che piace tanto.”

​Indian Wells mon amour

Ti piace questo torneo?

MATTIA BELLUCCI: “Sì, è bello, è bella l’atmosfera, ho giocato anche su un campo bellissimo, penso sia stata anche una partita divertente. Mi avrebbe fatto piacere portare a casa il risultato, questa volta non è stato possibile.”​

Come ti sei trovato? Perché la palla salta tanto.

MATTIA BELLUCCI: “Esattamente, la cosa più difficile è proprio il rimbalzo della palla. La palla rimbalzava molto alta, quindi avevo un po’ di difficoltà a trovare anche una via di mezzo in termini di risposta: se stavo molto vicino tendeva a saltare particolarmente alta, specialmente la seconda palla, mentre stare troppo lontano non è una cosa che mi viene estremamente naturale, però era l’unico modo per far cadere un po’ la palla e giocarla a un’altezza un po’ più normale per me, che non sono neanche altissimo. 

Quindi sicuramente lui è un giocatore più abituato di me, più abile di me; però nella partita di oggi mi sono sentito, in alcuni momenti, al livello, come ha denotato il risultato, in alcuni momenti anche in vantaggio, quindi spero che la prossima volta io possa essere più bravo a sfruttare questa occasione.”

Era la prima volta a Indian Wells?

MATTIA BELLUCCI: “No, ho giocato altri due anni. Non è mai stato un torneo fortunatissimo: ho perso due volte al primo turno, una volta con Radu Albot tre anni fa e anche l’anno scorso, sempre al primo turno di qualificazioni. Quindi dai, speriamo di cambiare la tendenza la settimana successiva, ma anche l’anno prossimo in questo torneo.”

Fai un Challenger adesso, dicevi?

MATTIA BELLUCCI: “Sì, in Repubblica Dominicana [a Cap Cana], un Challenger 175: ci sposteremo probabilmente domani, quindi sì.”

​Giocare tante partite

A livello di programmazione, a parte questo periodo che è abbastanza obbligato perché comunque i tornei sono qui, tu sei in quella zona di classifica che è un po’ ibrida, per cui si può puntare a fare i tornei ATP oppure si può scegliere di percorrere la strada dei Challenger. Tu che cosa pensi di fare in generale?

MATTIA BELLUCCI: “In realtà l’obiettivo di quest’anno è quello di mettere tante partite. Sento di averne necessità, di sviluppare tanti aspetti del mio gioco e anche di una parte un po’ più mentale, di gestione della partita con tanta frequenza. Poi ovviamente anche nei Challenger questa cosa può non essere possibile, perché il livello è altissimo, però sicuramente cercheremo di integrare dei tornei Challenger, specialmente nella stagione su terra. Quindi giocherò Monza, giocherò Napoli, a meno che Miami non vada incredibilmente bene, il che non mi dispiacerebbe, e poi in alcuni eventi ATP ci sarò: non so se giocherò Marrakech o Bucarest e poi ovviamente Roma, Madrid e Roland Garros.”

​Obbiettivo solidità

Senti, vedendoti da fuori ci sono dei miglioramenti tecnici evidenti; io guardo soprattutto, per esempio, il servizio: hai tirato su un servizio che francamente va a 20 all’ora in più di due anni fa, proprio spingi con continuità, si vede, parlo vedendo da fuori. Quali sono altri aspetti del tuo gioco, o su cosa stai puntando? Sei riuscito a identificare cosa ti manca per fare quel gradino, su cosa?

MATTIA BELLUCCI: “L’obiettivo è quello di essere più solido, ed è proprio quello che è uscito oggi nei momenti importanti, che poi sono stati momenti di debolezza. L’abilità degli altri di ‘fare a cazzotti’ alla lunga è qualcosa che io ancora non ho, quindi sicuramente dritto e rovescio sono i due argomenti principali di lavoro. 

Ci sono momenti in cui vanno molto bene, in cui riesco a ottenere punti sia in termini di continuità sia in termini di velocità o piazzamento della palla, che poi mi porta in vantaggio; tante altre volte, invece, sono due colpi un po’ più fragili: tendo ad andare un po’ più di fretta, cerco degli spazi che non sono molto efficaci a questi livelli, perché le velocità sono altissime, quindi aumenta il rischio, aumenta anche il pensiero, e non è conveniente. Quindi sicuramente dritto e rovescio, con un pochino di più di dritto, perché penso che sia per me più importante in questo momento, e poi diventare più bravo a gestire queste situazioni.”




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