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A Chivasso niente bus sostitutivi per disabili. L’odissea di un’eporediese: «Sono rimasta sotto la pioggia, mi sono anche ammalata»

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IVREA. «Mi sono sentita tagliata fuori dal mondo e delusa dai servizi. Se avessi avuto un’emergenza, non avrei potuto fare nient’altro. Alla fine mi son presa la febbre a 39 e io non posso proprio permettermi di ammalarmi». Giovanna Fiore, 48enne, eporediese, si è trovata di fronte a una barriera architettonica davvero insormontabile. Doveva tornare a Ivrea da Chivasso e, in stazione, non c’era un bus sostitutivo attrezzato per le persone con disabilità. «Dovevo arrivare in città alle 15.25 - spiega lei -, alla fine sono tornata alle 17.15 con il taxi pagato da Trenitalia. In queste due ore, quasi, però, ho preso tanta pioggia e nei giorni successivi ho avuto la febbre a 39».

È un altro dei disagi che l’assenza di un trasporto su rotaia fino al 26 aprile prossimo, per lavori nelle stazioni di Strambino e Montanaro porta con sé: a differenza dei treni, non tutti i bus sostitutivi sono attrezzati per le persone disabili. «Ho prenotato il viaggio per Chivasso - spiega Fiore - come da prassi 48 ore prima, il 12 per il 14 marzo richiedendo l’assistenza in Sala blu di Trenitalia. E a Ivrea, dove c’è anche un rapporto personale con gli addetti, è andato tutto bene. C’era un bus sostitutivo attrezzato e alle 9.39 sono salita. Dopo una giornata trascorsa con un’amica, torno in stazione a Chivasso alle 14.52. Ma qui c’è stata la sorpresa: il bus sostitutivo non era attrezzato. Così ho chiamato la Sala blu, ma non mi hanno più fatto sapere niente. Dopo aver preso tanta pioggia, mi sono diretta in un bar. Sono rimasta lì finché non sono venuti a cercarmi gli addetti. Avevano chiamato un taxi, che doveva arrivare da Torino. Così ci ho messo quasi due ore in più a tornare a casa».

Fiore durante la telefonata sottolinea a più riprese come quello che pesa maggiormente sia la frustrazione dovuta alla totale impotenza e mancanza di alternative di fronte a uno scenario del genere.

Il regime di bus sostitutivi è in vigore dal 23 febbraio, ma non è il primo disagio che i pendolari eporediesi devono subire in stazione a Chivasso. In 70, giovedì 5 marzo, sono stati lasciati a piedi dal bus sostitutivo, perché la coincidenza ha tardato di 7 minuti. Il tempo di arrivare al piazzale dove sono parcheggiati i bus sostitutivi del trasporto su rotaia interrotto per lavori nella stazioni di Strambino e Montanaro (che dureranno fino al 26 aprile) e i bus erano già partiti. Non si trattava di un treno diretto, ma di un Torino-Milano che incrociava un Novara-Ivrea, tuttavia sarebbe bastato attendere un paio di minuti per permettere ai pendolari, già gravati da numerosi disagi, di rispettare la coincidenza che avevano segnato sul biglietto comprato in stazione o online.

«Non abbiamo trovato nel piazzale nessun addetto di Trenitalia che ci potesse dare informazioni - aveva spiegato Anna Maria Minniti, pendolare eporediese rimasta a piedi con gli altri -. Le uniche le abbiamo chieste agli autisti, che sono stati gentili e spesso ci aiutano. L’addetta è arrivata pochi minuti prima della partenza dei pullman successivi, dopo che avevamo già atteso 40 minuti. Il pullman però era diretto a Ivrea, la maggior parte di noi è salita, ma alcuni hanno dovuto aspettare il successivo che si sarebbe fermato anche nelle stazioni intermedie. Vorrei sottolineare anche che quel piazzale non è nei pressi della stazione, bisogna camminare qualche minuto per arrivarci. E può capitare che ci sono persone anziane o disabili, che sicuramente non riescono a raggiungere il pullman così in fretta. Sarebbe necessaria una maggiore attenzione».




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