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ATP Miami: Sinner a un passo dal Sunshine Double. Zverev cede per la settima volta di fila

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[2] J. Sinner b. [3] A. Zverev 6-3 7-6(4)

Jannik Sinner dà il buongiorno all’Italia – almeno a coloro che non sono rimasti svegli per seguire la partita – con la notizia della finale conquistata al Miami Open, la settima negli ultimi otto Masters 1000 a cui ha preso parte. Nel remake della semifinale di Indian Wells, Alexander Zverev si inchina per la settima volta consecutiva al numero 2 del mondo, con il punteggio di 6-3 7-6(4).

Nella sfida tra ‘dirimpettai’ – ogni top player, infatti, ha una suite personale nell’Hard Rock Stadium e le loro sono attigue – a fare la differenza è la concretezza nei punti che contano. Sinner non gioca certo il suo miglior tennis, ma è capace di alzare il livello quando gli scambi iniziano a pesare. Zverev, invece, è protagonista di un grande match con 21 vincenti e 14 errori, a cui si unisce il 71% di prime – con cui porta a casa 34 punti su 45. Neppure queste statistiche, però, gli sono sufficienti a togliere un set al numero 2 del mondo.

In una partita avara di variazioni, in cui i protagonisti prediligono – forse obbligatoriamente viste le condizioni di gioco – le botte da fondocampo, l’azzurro mette a referto 28 vincenti e 24 non forzati. Tuttavia, sono i numeri al servizio a strabiliare. 15 ace e 0 doppi falli e il 79% di punti conquistati con la prima – mentre con la seconda ne fa il 50% – non permettono a Sascha di portare a termine la missione break. Soprattutto nei momenti clou, Sinner piazza con continuità disarmante il servizio vincente. Con questa vittoria il quattro volte campione Slam doppia Zverev nei testa a testa, portandosi sull’8-4.

Nel 2026, per il tedesco la semifinale è ancora una volta nei tornei di primo piano – nelle competizioni meno di spicco ha fatto pure peggio. In ogni caso, lascia la Florida con la certezza di risalire al numero 3 del ranking.

Sinner a un passo dal Sunshine Double

Sinner centra, così, la terza finale a Miami in quattro edizioni – con una sconfitta, un titolo e un anno di assenza. Inoltre, allunga ancora la propria striscia di set vinti consecutivamente nei Masters 1000, che adesso sono 32.

Il completamento del Sunshine Double è a un passo. A separare Jannik dal traguardo è Jiri Lehecka, vittorioso in semifinale su Arthur Fils. L’azzurro è a caccia del trofeo numero 26, il settimo di categoria ‘1000’. Se dovesse battere il ceco – con cui conduce per 3-0 nei precedenti ATP, 4-0 considerando il Challenger di Ostrava, con 0 set conquistati – sarebbe il primo a portare a termine il back to back Indian Wells-Miami dal 2017, quando ci è riuscito Roger Federer.

Considerando che anche Aryna Sabalenka è ancora in corsa per il successo, se la bielorussa e il numero 2 del mondo dovessero trionfare entrambi, si completerebbe il Sunshine Double al maschile e al femminile dopo 10 anni – gli ultimi sono stati Novak Djokovic e Victoria Azarenka nel 2016.

Primo set: Sinner cannibalizza i pressure points e si porta in vantaggio

Pronti via e c’è subito un game lottato, seppur non terminato ai vantaggi. Zverev tiene fede alle dichiarazioni pre-match e prova sin dai primi punti a essere aggressivo e a fare il classico colpo giusto al momento giusto. La strategia pare pagare quando mette subito sotto attacco il servizio di Sinner. Dallo 0-30, però, Jannik mette in fila quattro quindici consecutivi per fare suo il primo game. Se un passante di rovescio in corsa terminato lungo nega tre palle break al tedesco, è poi il numero 2 del mondo a togliersi dagli impicci con qualità. Un interlocutorio turno di battuta tenuto a 0 da Sascha anticipa un altro gioco complicato per Sinner. Ancora costretto a risalire da 0-30, la sua rimonta si ferma sul 30-30 con un sanguinoso rovescio in rete su una palla accomodata dal nastro.

Jannik si conferma di ghiaccio sui punti importanti e cancella la prima chance di break dell’incontro con la combinazione servizio e diritto. Nonostante una palla game non capitalizzata, il quattro volte campione Slam tiene anche il secondo turno, pur con qualche errore di troppo. Superate le difficoltà, è l’italiano ad avere la sua occasione in risposta: alla prima occasione di break piazza l’allungo sul 3-1 con un diritto lungolinea che lascia fermo Zverev, a cui non bastano neppure il 70% di prime e un solo gratuito per fare gara di testa. Il tedesco abbozza un accenno di rimonta facendo registrare prima un 30-30 e poi trascinando Sinner ai vantaggi.

Il numero 2 del mondo si salva in ogni situazione con il servizio. Un avvio ricco di insidie lascia ben presto spazio a una regolarità scandita da ace e prime vincenti.
Portatosi a servire per il primo set, Sinner torna a soffrire. Zverev prende in mano l’inerzia degli scambi, si porta avanti di un quindici per due volte, ma viene sempre riacciuffato grazie alla prima di servizio. E sul 30-30 manda largo un diritto potenzialmente insidioso. Jannik pone fine al parziale con l’ennesima battuta vincente.

Secondo set: il tiebreak regala a Sinner la terza finale a Miami

Al principio del secondo parziale si ripropone una situazione ormai nota a Sinner in questa partita: reagire al 30-30 sul proprio servizio. E ancora una volta lo fa con una prima vincente che lo toglie dai potenziali guai. Sul 2-2 Zverev si cimenta in un serve and volley in un momento assai delicato, cioè sul 30-30. La volontà di variare e risultare imprevedibile cede il passo a un’ingenuità tattica che lo obbliga a fronteggiare una palla break. Lo scambio parte e Sinner riesce a girare lo scambio con una grande difesa, ma sbaglia il contropiede in fotocopia rispetto a quello che gli ha consegnato il break nel primo set.

Stavolta il numero 4 del mondo risolve il rompicapo e salva il turno di servizio. Nel sesto game il tedesco torna a bussare in risposta, cogliendo un nuovo 30-30 cui non può dare seguito a causa – o grazie – alla prima vincente di Sinner. Anche Zverev passa indenne un turno di battuta in bilico e, in seguito, cerca di scardinare il servizio dell’azzurro. Mette in fila quattro punti consecutivi per procurarsi l’opportunità di break.

Tuttavia, al momento di prendersi il rischio per capitalizzare la chance, sceglie la via conservativa e incappa in un errore di rovescio. Allora il numero 2 del mondo lancia la controffensiva. Sfruttando il momento di tensione del suo avversario, ottiene due preziosissimi break point. Sascha riprende coraggio e piazza in serie uno smash e una prima vincente per riguadagnare la parità. È 5-4. L’azzurro pareggia rapidamente, rimettendo in una posizione scomoda il suo avversario, il quale, però, si garantisce il tiebreak. E tiebreak sia.

Nel gioco che decide il set – e potenzialmente l’incontro – il servizio di Jannik tiene ancora in pugno la risposta di Zverev. Il primo minibreak arriva in un momento delicato: sul 4-4 il tedesco sbaglia dapprima la direzione dello schiaffo al volo in uscita dal servizio e poi insacca in rete lo smash. Con due servizi a disposizione Sinner non sbaglia e approda in finale.




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