Il Csm riabilita l’ex giudice Apostolico: “Corretta la sua decisione sui migranti”. Verso il via libera allo scatto di carriera
Iolanda Apostolico aveva ragione. A oltre due anni e mezzo dal linciaggio mediatico contro la giudice di Catania, il Consiglio superiore della magistratura riconosce la correttezza della sua decisione di disapplicare il decreto Cutro, liberando quattro richiedenti asilo trattenuti nel centro di permanenza di Pozzallo. A causa di quella scelta, la magistrata fu sottoposta per settimane agli attacchi della maggioranza di governo (a partire dalla premier Giorgia Meloni) sfociati in una sorta di dossieraggio con la pubblicazione, da parte del leader della Lega Matteo Salvini, di un video in cui la si vedeva partecipare, nel 2018, a una manifestazione per lo sbarco dei migranti bloccati sulla nave Diciotti. La giudice si è dimessa dalla magistratura nel dicembre 2024, ma il Csm deve ancora attribuirle la settima (e ultima) valutazione di professionalità, lo scatto di carriera e di stipendio previsto ogni quattro anni, maturato nel 2023. La pratica sarà affrontata nella seduta di mercoledì prossimo, in cui si voterà la proposta di riconoscere ad Apostolico “il positivo superamento” della valutazione, licenziata dalla Quarta Commissione con la sola astensione di Claudia Eccher, consigliera eletta in quota Lega e già avvocata di Salvini.
Nella proposta di delibera (relatore il consigliere Roberto D’Auria) si cita il parere del Consiglio giudiziario di Catania, la “succursale” locale del Csm, in cui vengono elogiate “capacità organizzativa, dedizione e laboriosità” della giudice. Un giudizio positivo che, secondo la Commissione, “non è messo in discussione dalle vicende” in cui è stata suo malgrado coinvolta. In particolare, per quanto riguarda la decisione pro-migranti “che, secondo una parte della stampa, sarebbe espressione del pregiudizio ideologico del magistrato, è sufficiente evidenziare” come proprio quel provvedimento, “impugnato dal governo, sia divenuto definitivo a seguito della rinuncia, da parte del governo, al ricorso presentato”, si legge. Peraltro, si sottolinea, “dopo la dottoressa Apostolico, numerosi magistrati di merito si sono pronunciati negli stessi termini”. Rispetto alla partecipazione alla manifestazione, invece, si tratta di un fatto non “idoneo a riverberarsi negativamente sui prerequisiti” per esercitare la funzione giudiziaria, cioè indipendenza, imparzialità ed equilibrio: “Difetta, invero, il carattere dell’attualità, non essendo emersi, nel periodo in valutazione, comportamenti del magistrato analoghi a quello posto in essere nel 2018”.
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