Semestre filtro a Medicina, la denuncia: “Al tavolo tecnico voluto da Bernini studenti scelti per vicinanza politica”
Doveva essere un laboratorio di partecipazione per migliorare la riforma dell’accesso a Medicina. Invece, denunciano alcuni studenti, rischia di trasformarsi in una “epurazione delle voci critiche”, un’operazione che premia la vicinanza politica a scapito della rappresentanza. È la storia del tavolo tecnico istituito dal ministero dell’Università e della Ricerca per monitorare, ed eventualmente correggere, la riforma della ministra Anna Maria Bernini, che ha rivoluzionato le modalità di ingresso ai corsi di laurea in Medicina, introducendo il tanto contestato semestre filtro. Tra i membri che siederanno al tavolo, selezionati dal ministero, ci sono alcuni nomi che richiamano logiche di appartenenza politica. Tra questi c’è Filippo Rizzuto, membro della Segreteria nazionale della giovanile di Forza Italia, il partito di Bernini. Oppure Michele Rampulla, che sui suoi profili social pubblica foto sorridenti con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il meloniano Gaetano Galvagno – pupillo del presidente del Senato Ignazio La Russa – che presto comparirà in tribunale per rispondere di corruzione, falso, peculato e truffa.
Il tavolo sull’accesso ai corsi
L’idea di creare un tavolo tecnico per la riforma dell’accesso a Medicina nasce a metà dicembre scorso, alla seduta del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), l’organo consultivo di rappresentanza degli studenti universitari italiani presso il Mur. Un paio di giorni dopo la convention di Atreju, dove Bernini ha liquidato un gruppo di studenti che la contestavano chiamandoli “poveri comunisti”. Durante le tre ore di colloquio con i rappresentanti del Cnsu, la ministra, pur convinta della bontà della sua riforma, si è mostrata disposta ad analizzare alcune criticità del provvedimento, proprio attraverso l’istituzione di un tavolo di monitoraggio. Così nasce una piattaforma che ha il compito di fornire pareri e proposte sulle modalità di accesso ai corsi a numero programmato. È composta da 19 membri, di cui 14 studenti, divisi tra i sei “interni”, selezionati tra gli eletti al Cnsu, e gli otto “esterni”, scelti ad hoc dal ministero. Ed è proprio sui criteri con cui è stato composto il tavolo che si concentrano le critiche delle organizzazioni studentesche di sinistra.
La denuncia: “Nessuna trasparenza”
“Come sospettavamo, la maggior parte dei nomi è riconducibile alla maggioranza di governo”, commenta a ilfattoquotidiano.it Maira Parissi, capogruppo dell’associazione Primavera degli Studenti in Cnsu. “D’altronde, l’indisponibilità al dialogo è da sempre la cifra dell’azione politica della ministra”. I rappresentanti degli studenti chiedono che, nel rispetto del principio di trasparenza della Pubblica amministrazione, vengano resi pubblici i criteri di preferenza e la relativa graduatoria. L’avviso di selezione, pubblicato a fine febbraio, elencava una serie di criteri preferenziali: partecipazione a progetti di formazione medica, conoscenza di modelli internazionali, esperienze in organi di ateneo, volontariato sanitario, studio all’estero. Tuttavia, la selezione era definita “non comparativa” e affidata al segretario generale del dicastero, senza obbligo di produrre una graduatoria precisa o di motivare puntualmente la scelta di ciascun candidato.
“Privilegiate le liste di destra”
“L’unico criterio oggettivo richiesto era l’essere iscritti al corso di laurea in Medicina”, spiega Parissi. “Già questo è un paletto che riduce la rappresentanza democratica e rema nella direzione della ministra”. L’introduzione di questo criterio, denunciano le associazioni, ha fatto sì che dei trenta membri totali che fanno parte del Cnsu solo in sei potessero partecipare alla piattaforma. “Il risultato principale di questa decisione è stato che solo due studenti riconducibili a liste universitarie di sinistra hanno potuto partecipare al tavolo come ‘interni’. Gli altri quattro appartengono a quella che di fatto è l’opposizione minoritaria del Consiglio, rappresentata da liste di destra o centriste”. Tra questi, ci sono anche rappresentanti di Azione Universitaria, organizzazione legata a Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli d’Italia. Di fatto, la versione universitaria di Azione Studentesca, il movimento di estrema destra che ultimamente ha fatto parlare di sé per i questionari sull’orientamento politico dei professori, le aggressioni fasciste e le strette gladiatorie.
“Dal ministero una scelta politica”
Come detto, oltre ai sei membri selezionati tra gli eletti nel Cnsu, il decreto ministeriale prevede che al tavolo tecnico partecipino anche otto studenti “esterni”, selezionati direttamente dal ministero sulla base di candidature volontarie. Ed è su questi otto nomi che puntano il dito le associazioni studentesche di sinistra. “È evidente l’arbitrarietà del giudizio con il quale sono stati scelti. Solo due nomi fanno parte di liste di sinistra, nonostante nel mondo universitario siano la maggioranza, come hanno dimostrato le elezioni del Cnsu della scorsa primavera”, prosegue Parissi. “Ci pare chiaro ed evidente che sia trattato di una scelta esclusivamente politica, volta a silenziare qualsiasi potenziale critica e opposizione alla linea della ministra. È l’unico modo che hanno per nascondere i disastri causati dalla riforma del semestre filtro. Un fallimento che ha sottoposto decine di migliaia di studenti a disorganizzazione, sovraffollamento, ritardi e scarsa preparazione. Il tutto condito da una fortissima pressione psicologica per i ragazzi”.
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