“Beatrice Arnera? Sul set siamo stati dei professionisti, non passavamo da “vaffanc*lo” a “amore” davanti alle telecamere”: parla Andrea Pisani
Dal lavoro alla vita privata, passando per una generazione in bilico e una relazione finita senza strappi: Andrea Pisani si racconta in una lunga intervista rilasciata a Fanpage in cui ha toccato temi personali e professionali con uno sguardo lucido e disincantato. Il punto di partenza è il film Cena di Classe, di cui è co-autore e protagonista, nato da un’idea semplice: ritrovarsi anni dopo la maturità e fare i conti con ciò che si è diventati. Un tema che per lui ha anche un valore autobiografico: “Sono uno di coloro che hanno realizzato il piano A nella vita, faccio il lavoro che ho sempre sognato”. Ma non tutti, sottolinea, hanno avuto lo stesso percorso. “Noi siamo una generazione che si è trovata impreparata davanti a un mondo che è cambiato”, spiega, definendo i Millennial una generazione “ponte”, sospesa e “tirata da due mondi”.
Il rapporto con Beatrice Arnera
Il passaggio più delicato riguarda il rapporto con l’ex compagna Beatrice Arnera, attrice e madre di sua figlia. I hanno avuto una relazione importante ma a un certo punto la storia è giunta al capolinea, anche in un periodo delicato in cui i due si sono trovati a lavorare insieme nonostante la crisi. Dopo la separazione, la Arnera ha intrapreso una nuova relazione con Raoul Bova. Pisani non nasconde le difficoltà vissute: “Era un momento emotivamente difficile, però ognuno l’ha gestito nel suo “pancino. Sul set siamo riusciti a essere entrambi ottimi professionisti, lei perché l’ho visto con i miei occhi e probabilmente anche io, perché poi mi è stato detto. Non è che non ci potevamo vedere e passavamo da “vaffanc*lo” a “amore” davanti alle telecamere, eravamo semplicemente in un periodo difficile per la coppia, ma comunque solidali nel voler bene al film. Mi chiedono tutti come è rivedersi in quelle scene, ma io sono molto tranquillo e penso che crei più malinconia nei confronti di tutte quelle persone che amavano la coppia. Io vedo una scena fatta con due persone che hanno affiatamento artistico, che amavano il film e anche l’altro, volevano il loro bene”.
Oggi, però, il clima è completamente diverso: “Colgo l’occasione per dire che i nostri rapporti sono ottimi”. E aggiunge: “Siamo due brave persone che vogliono il bene della loro figlia e che hanno vissuto una relazione bellissima”. Una separazione gestita con maturità, anche perché “la tempesta è finita abbastanza in fretta perché siamo stati ragionevoli nel capire che le cose importanti sono altre”. Al centro resta la figlia, “uno spettacolo della vita”.
Pisani guarda avanti senza chiudere le porte all’amore: “Adesso mi sento rinato, sono felice e sereno con me stesso. Mi sto concentrando sul lavoro e sulla bambina, non cerco assolutamente nulla. Ho realizzato il sogno di diventare papà con una persona che per me era compatibilità 100 su 100, con il più grande entusiasmo possibile. Ho messo una spunta a tutti i cassetti delle emozioni umane, pieni di cose belle. Quindi, se conosco qualcuna che mi conquista o sento la necessità io di conquistarla, sono pronto a innamorarmi. Ho gli scudi del cuore abbassati, non sono più chiuso in me stesso. Non credo nelle relazioni eterne, anche se “non eterno” non significa che sia sbagliato ma solo che doveva durare quegli anni”.
Carriera e niente tabù
Accanto alla sfera privata, c’è il lavoro, costruito negli anni anche con Luca Peracino nel duo dei Panpers e oggi anche in tv con OnlyFun insieme a Belén Rodríguez. “Belen è molto simpatica, intelligente, carismatica, talentuosa e bella”, racconta, descrivendo un ambiente leggero e complice.
Infine, una riflessione sulla comicità contemporanea e il dibattito sul politically correct: “Non è vero che non si può dire più niente”. Per Pisani il punto è un altro: “Bisogna avere coscienza e cognizione di causa per potersi permettere di dire delle cose”. Una maggiore attenzione che, a suo avviso, ha avuto anche effetti positivi: “Questo ha portato più sensibilità nelle persone prima di aprire la bocca e lo trovo positivo”. E conclude con una posizione netta: «Sto cominciando a dire “non mi interessa”, anche a costo di “fare dei feriti”.
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